Apodemus Sylvaticus
    Fauna

    Apodemus Sylvaticus – Il topo selvatico è diffuso, con numerose sottospecie (Apodemus sylvaticus arianus, Apodemus sylvaticus callipides, Apodemus sylvaticus ciscaucasicus, Apodemus sylvaticus dichrurus, Apodemus tauricus geminae, Apodemus sylvaticus microtis, Apodemus sylvaticus milleri, Apodemus sylvaticus orestes, Apodemus sylvaticus sylvaticus, Apodemus sylvaticus tauricus, Apodemus sylvaticus tscherga) in un’area che dalla Penisola Iberica si estende a nord sino alla Scandinavia e ad est alla Bielorussia e all’Ucraina. È inoltre presente in alcune regioni dell’Africa settentrionale, sulle montagne del Marocco, dell’Algeria e della Tunisia, nonché in Inghilterra, Irlanda, Islanda e in numerose isole del Mediterraneo.

    In Italia sono presenti, oltre alla sottospecie nominale (diffusa nel Triveneto), anche le sottospecie dichrurus (zona centro-settentrionale del Paese) e milleri (Meridione): molte popolazioni insulari di questi animali, precedentemente ascritte come sottospecie a sé stanti (come hermani su Pantelleria ed ilvanus sull’Isola d’Elba), sono state riclassificate dopo un esame del DNA come semplici popolazioni di A. sylvaticus milleri. Questa specie è fra quelle presenti da più lungo tempo nella penisola italiana: la sua presenza è attestata già a partire dal Pleistocene. Mentre la popolazione siciliana di questi animali si è impiantata spontaneamente sull’isola grazie alle frequenti connessioni di quest’ultima con la terraferma, la popolazione sarda di topo selvatico è frutto di un’introduzione involontaria da parte delle prime popolazioni che si stabilirono sull’isola.

    Nonostante il nome, preferisce vivere tra le siepi, piuttosto che in aree boschive. Questi animali si adattano comunque a qualsiasi biotopo che comprenda una seppur rada copertura vegetale, e li si può perciò trovare in una grande varietà di ambienti, dal livello del mare al limite superiore della vegetazione boschiva: frequente è la loro presenza in zone rurali o nelle pinete, anche nelle immediate vicinanze delle abitazioni od addirittura all’interno di esse, mentre nelle aree collinari la specie cede solitamente il passo all’affine Apodemus flavicollis.

    Il pelo è marrone-brunastro chiaro con parti ventrali e zampe bianche; a volte è presente sia sui fianchi che sul petto una macchia gialla. Gli occhi sono grandi e neri, le orecchie arrotondate, glabre e membranacee, le zampe posteriori nettamente più lunghe di quelle anteriori. Si differenzia dalle assai affini Apodemus alpicola ed Apodemus flavicollis per la colorazione generalmente più omogenea e meno tendente al rossiccio e per le orecchie e la coda in proporzione leggermente più piccole, in particolare quest’ultima nel topo selvatico comune raramente supera in lunghezza le dimensioni del corpo. Se un topo selvatico viene catturato per la coda, è in grado di spezzarne rapidamente l’estremità, che però non ricrescerà mai più.