Meeting del Mare

Meeting del Mare Marina di Camerota

Meeting del Mare – nasce come un evento spontaneo di cultura artistico-musicale, concepito e promosso da un gruppo di giovani del territorio cilentano e del golfo di Policastro. La spontaneità dell’evento sta nel fatto che il meeting è uno “spazio che si apre”, senza alcun fine che vada al di là della manifestazione stessa, come fenomeno di cultura giovanile, sulle spiagge di Marina di Camerota (SA). Il mare è lo spazio fisico ed ideale di quest’ incontro, figura del mistero, del rischio e dell’ampiezza.

Ambiente vitale originario, canale di civiltà, il mare rende bene l’idea di un evento fondato sulla comunicazione, sullo scambio e il confronto; aiuta a rompere il senso limitante del confine e del pregiudizio culturale, facendo irruzione in modo nuovo e provocatorio in una sfera di civiltà giovanile, gravitante attorno al modello antropologico mediterraneo, greco-cristiano. Meeting del Mare 2020 – Marina di Camerota, Cilento… Arriva alla XVII edizione uno dei festival gratuiti più grandi del Sud Italia. Il Meeting del Mare ogni anno accoglie migliaia di giovani per godersi il più grande festival gratuito del sud Italia. Oltre 40 band emergenti sono presenti. È sicuramente uno degli appuntamenti più attesi dai giovani del Sud Italia. Torna anche quest’anno, come tradizione da ormai 16 anni, il Meeting del Mare di Marina di Camerota (SA). Che anticipa i grandi raduni open air estivi è il respiro, fonte del canto e del movimento. Così la manifestazione ideata e diretta da don Gianni Citro, parroco di Marina di Camerota, anche stavolta offre al pubblico del Cilento un intenso cartellone di iniziative artistiche e culturali.




La Corsa del Mito

La Corsa del Mito – Marina di Camerota

La Corsa del Mito – La manifestazione podistica si svolge nello splendido scenario del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Evento nato dalla passione per lo sport e l’affiatamento nell’organizzazione di eventi da parte di un gruppo di amici costituitosi nell’Associazione Tuttinsieme a Marina di Camerota che mira alla valorizzazione del territorio, delle eccellenze del gusto, dello sport, del tempo libero. La voglia di vivere gli eventi in prima persona, sono lo stimolo che spinge gli organizzatori a promuovere quella che vuole essere una vetrina di promozione del nostro territorio, fatto di sport e natura. Infatti la gara promuove la collaborazione tra due paesi costieri nel Cilento, iniziativa che ha la caratteristica di essere una novità importante e assoluta per il nostro territorio e per lo sviluppo turistico. Il nostro progetto va inteso in una cornice di iniziative ben più ampio, che vuole interpretare i tempi e le tendenze e fornire risposte in termini di servizi, puntuali e aderenti alle aspettative di quanti si recano nel Cilento per una esperienza inimitabile, fosse anche per il breve tempo di un week end.

La Corsa del Mito: 13,5 km di corsa sui sentieri del mito e sulle strade del Parco Nazionale del Cilento, tra lentisco, rosmarino e pini marittimi. Tra spiagge assolate, un mare cristallino e profumi antichi. Uno scenario “ideale” che incornicerà la terza edizione di questa gara agonistica che già dalle premesse ha dimostrato di mirare ad un livello d’importanza nazionale ed internazionale. La gara ha promosso la collaborazioene tra due paesi costieri, iniziativa che ha la caratteristica di essere una novità importante e assoluta per il nostro territorio e per lo sviluppo turistico futuro.




Museo Virtuale Paleolitico

Museo Virtuale Paleolitico – Marina di Camerota

Museo Virtuale Paleolitico (MUVIP) nasce con l’obiettivo di trasmettere a tutti l’importanza storica, naturalistica, geologica ed archeologica delle grotte della costa di Marina di Camerota e di favorire, attraverso l’elaborazione di una serie di percorsi tematici, la conoscenza di un’area dal forte potenziale, quella delle frazioni interne al rinomato litorale di Marina di Camerota. Se infatti il litorale, grazie alla bellezza delle sue coste e allo splendore delle sue acque, è da anni molto frequentato e conosciuto, non altrettanto lo sono le frazioni dell’interno: Camerota, Licusati e Lentiscosa, che presentano una serie di peculiarità non note ai più e che, attraverso queste azioni, si vuole portare all’attenzione del pubblico.
Il Progetto di incentivazione turistica “Il Paleolitico di Camerota” (misura 3.13 del PSR CAMPANIA 2007/2013) nasce con l’intento di rivitalizzare l’attrazione turistica del comune di Camerota, attraverso una serie di attività variegate.In primis la realizzazione di itinerari turistici specifici per le varie frazioni del Comune, con la valorizzazione, per ogni frazione, delle sue caratteristiche e peculiarità, attraverso la realizzazione di materiali cartacei di approfondimento, tradotti in varie lingue, da diffondere sul territorio ed in varie manifestazioni.

Museo Virtuale Paleolitico – Successivamente la creazione del MUVIP, un museo nato per favorire la conoscenza del territorio e delle grotte preistoriche attraverso un linguaggio semplice e comprensibile a tutti. La struttura, di recente costruzione, è stata realizzata per essere al contempo centro di informazioni turistiche e luogo di approfondimento per conoscere uno degli elementi archeologici di maggiore importanza di tutto il territorio: le Grotte della costa di Camerota.

Esso si compone di una sala immersiva, dove grazie a delle pareti sensibili al tocco, l’utente è in grado di scegliere quale percorso di scoperta delle grotte, e di una sala informazioni, dove è possibile non solo conoscere il territorio di Camerota e delle sue frazioni attraverso un plastico dell’area, ma scoprirne anche le caratteristiche grazie ad una installazione di approfondimento sulle varie frazioni. Il punto informazioni e i materiali cartacei completano l’offerta. A tali attività se ne affiancano altre, come questo portale turistico, che raccoglie e promuove le attività ristorative, di accoglienza e di servizi turistici presenti sul territorio.




Pineta di San Iconio

SIC Pineta di San Iconio (IT8050039)

Pineta di San Iconio – che confina nella sua parte occidentale con il SIC Pareti Rocciose di Cala del Cefalo (IT8050038), rappresenta uno dei pochi esempi di pineta a Pino d’Aleppo Pinus halepensis della Campania di origine naturale e non antropica. Oltre a questa specie, il sito annovera la presenza di alti due habitat di interesse comunitario: Arbusteti termo‐mediterranei e pre‐desertici e Grotte ancora non sfruttate turisticamente. La fauna del sito è costituita principalmente da uccelli e chirotteri. Nell’area è inoltre presente il Cervone Elaphe quatuorlineata. Tra gli invertebrati di particolare interesse conservazionistico si segnala la presenza dell’odonato Oxygastra curtisii.



Fauna

Specie Faunistiche

Descrizione Fauna: Il Formulario Standard Natura 2000 indica, per il SIC “Pineta di S. Iconio”, la presenza di tre habitat di interesse comunitario di cui uno prioritario:

Averla Piccola

Nome comune: AVERLA PICCOLA Specie: Lanius collurio La popolazione nidificante in Italia dovrebbe essere compresa 50.000 – 120.000, coppie, sebbene per il nostro paese si tratti solo di una stima approssimativa. In inverno migra nei quartieri di svernamento situati […]

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Rinolofo Maggiore

Rinolofo Maggiore (Rhinolophus ferrumequinum S.) – E’ il più grande Rinolofo europeo; si avvista sul sito durante le ore serali quando è impegnato nella ricerca del cibo, si distingue, oltre che dalle grandi dimensioni, anche per la forma della […]

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Hyla Italica

Hyla Italica – È una raganella di dimensioni medio-piccole, che raggiunge una lunghezza di 4-5 cm. Per molti versi è estremamente simile a Hyla arborea: la colorazione del dorso è di colore verde brillante, con ventre biancastro nettamente demarcato […]

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Rinolofo Minore

Rinolofo Minore (Rhinolophus hipposideros B.) – E’ il più piccolo dei Rinolofi europei; si distingue oltre che per le ridotte dimensioni anche per il colore della pelliccia che è marrone chiaro con la parte addominale grigio chiaro. I giovani […]

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Elaphe Quatuorlineata

Elaphe Quatuorlineata – È il più lungo serpente italiano ed uno tra i più lunghi d’Europa. La sua lunghezza può variare dagli 80 ai 240 cm, anche se raramente supera i 160. È di colore bruno-giallastro con le caratteristiche quattro […]

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Triturus Italicus

Triturus Italicus – È un tritone di aspetto esile, lungo non oltre 8 cm, con testa piccola e squadrata ed una cresta ghiandolare su entrambi i lati della schiena. Ha una coda sottile, lunga circa quanto il resto del […]

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Rhinolophus

Nome: Rhinolophus – Le specie di chirotteri presenti sul sito sono due: il Rinolofo maggiore e il Rinolofo minore; questi animali sono protetti dal 1939 da quando, è stata riconosciuta la loro importanza nel contenimento degli insetti considerati “dannosi”. […]

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Ficedula Albicollis

Ficedula Albicollis – È un passeriforme con una lunghezza media di 13 cm e un peso di 10 g. L’apertura alare e di circa 24 cm. Il piumaggio primaverile del maschio è nero sulla testa e sulle parti superiori […]

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Vulpes Vulpes

Vulpes Vulpes Volpe – La volpe rossa è originaria dell’emisfero settentrionale. È presente in tutta la regione Paleartica, dall’Irlanda allo Stretto di Bering; il suo areale si estende poi verso sud in Giappone, Cina e regioni più settentrionali di […]

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Arvicola Rossastra

Arvicola Rossastra – Con numerose sottospecie (Myodes glareolus alstoni, Myodes glareolus britannicus, Myodes glareolus caersarius, Myodes glareolus curcio, Myodes glareolus erica, Myodes glareolus garganicus, Myodes glareolus glareolus, Myodes glareolus hallucalis, Myodes glareolus helveticus, Myodes glareolus istericus, Myodes glareolus nageri, […]

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Glis glis Ghiro

Glis glis Ghiro – Lungo circa 30 centimetri di cui 13 (circa) di coda, pesa in media 75 grammi. Ha una pelliccia di colore grigio castano sul dorso, mentre il ventre è bianco; il muso è caratterizzato da due […]

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Coracias Garrulus

Coracias Garrulus – Il petto e il ventre sono di colore azzurro turchese, come pure il capo, mentre il dorso appare tinto di castano chiaro, eccetto il codrione e la parte superiore della coda che sono di colore blu […]

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Pipistrello Nano

Pipistrello Nano – Pipistrello di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 36 e 51 mm, la lunghezza dell’avambraccio tra 28 e 34 mm, la lunghezza della coda tra 23 e 36 mm, la lunghezza […]

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Apodemus Flavicollis

Apodemus flavicollis – Il topo selvatico dal collo giallo o topo selvatico a collo giallo o semplicemente topo selvatico collo giallo (Apodemus flavicollis Melchior, 1834) è un mammifero roditore della famiglia dei Muridi. Con cinque sottospecie accertate (Apodemus flavicollis […]

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Apodemus Sylvaticus

Apodemus Sylvaticus – Il topo selvatico è diffuso, con numerose sottospecie (Apodemus sylvaticus arianus, Apodemus sylvaticus callipides, Apodemus sylvaticus ciscaucasicus, Apodemus sylvaticus dichrurus, Apodemus tauricus geminae, Apodemus sylvaticus microtis, Apodemus sylvaticus milleri, Apodemus sylvaticus orestes, Apodemus sylvaticus sylvaticus, Apodemus […]

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Cinghiale

Sus scrofa (Cinghiale) – Gli esemplari adulti misurano fino a 180 cm di lunghezza, per un’altezza al garrese che può sfiorare il metro ed un peso massimo di un quintale circa. Sussistono tuttavia grandi variazioni di dimensioni e peso […]

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Bufo Viridis

Bufo Viridis – È più piccolo del rospo comune (Bufo bufo), infatti raggiunge al massimo i 10 cm, restando più frequentemente attorno ai 7 cm. La colorazione è molto variabile: marrone o bianco con chiazze verde smeraldo. Frequentemente la […]

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Coronella Austriaca

Coronella Austriaca – Vive in Europa centrale e del nord, e ad est fino alle regioni nordiche dell’Iran. In Italia è presente in tutte le regioni, più frequentemente nei boschi o nelle aree di golena. Si trova dal livello […]

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Vispera Aspis

Vispera Aspis – Lunga al massimo 94 cm, (mediamente sui 60–65 cm.), presenta testa più o meno distinta dal collo, con l’apice del muso leggermente rivolto all’insù, ed occhi di dimensione media con la pupilla verticale ellittica. La coda […]

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Balia dal Collare

Nome comune: BALIA DAL COLLARE Specie: Ficedula albicollis (Temminck, 1815) Si ritiene che in Italia possano nidificare 1 2.000 – 4.000 coppie in. E’ considerata “A più basso rischio” nella Lista Rossa italiana. Il SIC è situato fuori areale […]

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Oxygastra Curtisii

Famiglia: Cordulidi Specie: Oxygastra curtisi (Dale, 1834) E’ l’unica rappresentante europea del genere Odonati. Gli adulti si osservano dalla fine di maggio all’inizio di agosto presso le zone alberate prospicienti i corsi d’acqua od anche bacini artificiali. La specie […]

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Coluber Viridiflavus

Il biacco (Hierophis viridiflavus (Lacépède, 1789)), precedentemente classificato come Coluber viridiflavus è un serpente frequente nelle campagne e nei giardini, sia in terreni rocciosi, secchi e soleggiati, sia in luoghi più umidi come le praterie e le rive dei […]

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Ghiandaia Marina

Nome comune: GHIANDAIA MARINA Specie: Coracias garrulus (Linnaeus, 1758) La specie frequenta il SIC durante i periodi di migrazione (autunno e primavera) ed è ritenuta rara; data l’ubicazione del SIC all’interno dell’areale riproduttivo della specie e la presenza di […]

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Cervone

Nome: CERVONE Specie: Elaphe quatuorlineata La specie è segnalata nel Formulario Standard della ZPS ma la sua presenza non è stata confermata dalle indagini di campo. L’ Elaphe quatuorlineata, è uno dei più grandi serpenti italiani, infatti seppur di […]

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Flora

Specie Vegetali

Descrizione Flora: Il Formulario Standard Natura 2000 indica, per il SIC “Pineta di S. Iconio”, la presenza di tre habitat di interesse comunitario di cui uno prioritario:

Felcetta Fragile

Cystopteris fragilis – Felcetta Fragile – Pianta con rizoma corto, gracile (5 mm), sub-eretto, coperto di squame (0,2 -0,4 mm), stipite giallino, paleaceo, alla base più scuro e formante un cespo alto (3-) 10 – 25 cm (-40). Foglie fitte disposte […]

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Asplenio

Asplenium trichomanes – Asplenio – L’asplenio (Asplenium trichomanes) è una pianta perenne rizomatosa, capace di vivere nelle fenditure della roccia. Asplenio dal greco splen (milza) per la credenza degli antichi che alcune specie di queste felci avessero la virtù di guarire […]

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Scolopendria Comune

Phyllitis scolopendrium (L.) Newman è una felce sempreverde con rizomi tozzi e fronde coriacee a forma di lingua appartenente alla famiglia delle Aspleniaceae. Il nome del genere deriva dal greco phyllon (foglia), per la bellezza delle foglie, intere, appariscenti. […]

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Ginestra Gasparrini

Genista Gasparrini – Ginestra Gasparrini – Cespuglio pulvinante alto 25-60 cm, simile a Genista demarcoi, si distingue per le brattee più lunghe (2,5-2,7 mm), il calice più breve (2,8-3,2 mm), con labbro inferiore più o meno uguale al superiore (mentre il […]

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Ginestra Efedroide

Genista ephedroides – Ginestra Efedroide – Ha un portamento di arbusto suffruticoso, dritto, molto ramoso; il fusto e i grossi rami sono cilindrici, glabri, striati e lunghi. I rami giovani sono rigidi, spinosi all’estremità, sprovvisti di strie, e coperti, come le […]

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Euforbia Arborea

Euphorbia dendroides – Euforbia Arborea – È diffusa nel bacino del Mediterraneo ad occidente fino alle coste della Spagna mediterranea e ad oriente fino all’Egeo; nel Nord Africa è presente in Algeria ed in Libia. È inoltre presente in Palestina e […]

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Felce Femmina

Felce Femmina – Athyrium filix-femina (L.) Roth, 1799 è una specie di pianta felciforme appartenente alla famiglia delle Dryopteridaceae. Pianta perenne; foglie lunghe fino a 1 m, 2-3 pennatosette, a contorno oblungo-lanceolato con punta allungata, e segmenti di secondo ordine […]

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La Felce Dolce

Polypodium vulgare – La Felce Dolce – La felce dolce o falsa liquirizia (Polypodium vulgare L.) è una piccola felce della famiglia delle Polypodiaceae. Il nome comune deriva dal sapore dolciastro del rizoma, simile a quello della liquirizia, usato in fitoterapia […]

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Coronilla Valentina

La Coronilla valentina è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Leguminose coltivata a scopo ornamentale per la bellezza dei suoi profumatissimi fiori. Caratteristiche: La Coronilla valentina è una pianta arbustiva, alta anche più di 2 metri, a portamento […]

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Felce aculeata

Felce aculeata – La Polystichum aculeatum (L.) Roth è una felce tipica europea appartenente alla famiglia delle Aspidiaceae. Il nome del genere Polystichum deriva dal greco polys (molte) e stix (fila), per i sori disposti in più file. Pianta perenne, […]

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Polipodio Meridionale

Polypodium cambricum – Polipodio Meridionale – felce di 10-60 cm. Rizoma filiforme, squamoso, di sapore dolciastro simile alla liquirizia. Foglie a comtorno da triangolare a ovato, lamina pennata con segmenti dentati o incisi sui margini, gli inferiori proiettati in avanti, secche […]

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Ginestra del Cilento

Genista Cilentina – Ginestra del Cilento – È una pianta perenne a portamento arbustivo eretto, ramoso, a rami rigidi, striati, pelosi da giovani, subverticillati, ottusi. Le foglie, sono trifogliolate (le superiori, spesso, unifogliolate), lineari, pelose, ottuse. Fiorisce tra aprile […]

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Ginestra Tirrenica

Genista tyrrhena – Ginestra Tirrenica – In Italia sono presenti 2 sottospecie di Genista tyrrhena Vals. tyrrhena: del Tirreno pontiana: da “Pontus” Ponto, il Mar Nero e le terre che lo circondano: pontico, del Ponto. o anche, nel caso della Genista, […]

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Olivo o Ulivo

L’olivo o ulivo (Olea europaea L., 1753) è una pianta da frutto. Originario del Vicino Oriente, è utilizzato fin dall’antichità per l’alimentazione. I suoi frutti, le olive, sono impiegate per l’estrazione dell’olio e, in misura minore, per l’impiego diretto […]

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Palma Nana

La palma nana (Chamaerops humilis L., 1753), comunemente nota anche come palma di San Pietro, è una pianta della famiglia delle Arecaceae, unica specie del genere Chamaerops. È una specie tipica della macchia mediterranea. Portamento: Si presenta come un […]

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Felce Maschio

La (Dryopteris filix-mas) volgarmente nota come felce maschio è una pianta appartenente alla famiglia delle Dryopteridaceae. È una delle felci più comune nei boschi ombrosi e freschi di castagno e di quercia. Forma rigogliosi cespugli che superano anche 1 […]

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Citiso delle Eolie

A differenza delle altre specie del genere Cytisus, di dimensioni appena arbustive, il C. aeolicus può raggiungere e superare 8-9 metri di altezza. Le foglie, trifogliate, sono rette da un picciolo lungo 12–18 mm e si presentano villose su […]

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Habitat

Descrizione Habitat

Descrizione degli habitat: Il Formulario Standard Natura 2000 indica, per il SIC “Pineta di S. Iconio”, la presenza di tre habitat di interesse comunitario di cui uno prioritario:

− Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici (9540*) Per quanto riguarda il SIC in oggetto, l’habitat è rappresentato dalle pinete a pino d’Aleppo presenti in maniera estesa e diffusa all’interno del sito Il pino d’Aleppo è una specie eliofila, resistente all’aridità e all’aerosol marino e non ha particolari esigenze di suolo. E’ una specie pioniera che si insedia in cenosi derivanti dalla degradazione della vegetazione dopo incendi ripetuti, dove forma popolamenti più o meno stabili. Il suo adattamento al fuoco è molto spiccato: possiede difatti un gran numero di coni serotini, cioè con schiusa ritardata per vari anni dopo la maturazione, che si aprono tutti insieme sotto l’effetto del calore di un incendio.
− Arbusteti termo‐mediterranei e pre‐desertici (cod. 5330) Si tratta di cenosi piuttosto discontinue la cui fisionomia è determinata sia da specie legnose (Euphorbia dendroides, Chamaerops humilis, Olea europaea, Genista ephedroides, Genista tyrrhena, Genista cilentina, Genista gasparrini, Cytisus aeolicus, Coronilla valentina) che erbacee perenni (Ampelodesmos mautitanicus). Questo habitat è presente all’interno del SIC in maniera diffusa e particolarmente estesa, occupando circa 154 ha pari al 43% del territorio del sito.
− Grotte ancora non sfruttate turisticamente (cod. 8310) Si tratta di grotte non aperte alla fruizione turistica, comprensive di eventuali corpi idrici sotterranei, che ospitano specie altamente specializzate, rare o endemiche. habitat è di primaria importanza nella conservazione di specie animali dell’ Allegato II quali pipistrelli e anfibi. I vegetali fotosintetici si rinvengono solo all’imboccatura delle grotte e sono rappresentati da alcune piante vascolari, briofite e da alghe. Allʹingresso delle grotte possono rinvenirsi poche piante vascolari sciafile, si tratta soprattutto di pteridofite quali Asplenium trichomanes, Phyllitis scolopendrium, Athyrium filix‐foemina, Cystopteris fragilis, Polystichum aculeatum, Dryopteris filix‐mas, Polypodium cambricum, P. vulgare, P. interjectum.

 

Descrizione Sentiero

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Cartografia

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Fauna - Pineta di S. Iconio

Fauna - Pineta di S. Iconio

Flora - Pineta di S. Iconio

Flora - Pineta di S. Iconio

Habitat Pineta di San Iconio

Galleria Fotografica



Pinete Mediterranee di Pini Mesogeni Endemici

Per quanto riguarda il SIC in oggetto, l’habitat è rappresentato dalle pinete a pino d’Aleppo presenti in maniera estesa e diffusa all’interno del sito Il pino d’Aleppo è una specie eliofila, resistente all’aridità e all’aerosol marino e non ha particolari esigenze di suolo. E’ una specie pioniera che si insedia in cenosi derivanti dalla degradazione della vegetazione dopo incendi ripetuti, dove forma popolamenti più o meno stabili. Il suo adattamento al fuoco è molto spiccato: possiede difatti un gran numero di coni serotini, cioè con schiusa ritardata per vari anni dopo la maturazione, che si aprono tutti insieme sotto l’effetto del calore di un incendio.

Nel territorio del SIC questi boschi occupano circa 86 ha (24%) e costituiscono il tipo di vegetazione forestale prevalente. In Cilento la composizione floristica di queste pinete, sia substrati silicei che carbonatici, non si discosta di molto da quella delle leccete presenti su analoghi ambiti litomorfologici e climatici. La sola specie caratteristica di queste pinete è lo stesso pino d’Aleppo, con individui che raggiungono i 12 m e con valori di copertura del 70%. Nello strato arboreo, inoltre, sono presenti Quercus pubescens, Quercus ilex e in qualche caso Quercus cerris. Lo strato arbustivo è dominato da arbusti sempreverdi tipici della macchia mediterranea come Pistacia lentiscus, Phyllirea latifolia, Myrtus communis, Rhamnus alaternus, e caducifogli come Coronilla emerus e Pyrus amygdaliformis. Il sottobosco è poi caratterizzato dalla presenza dell’Erica arborea su terreni flyschoidi. Lo strato erbaceo è particolarmente povero in specie, frequente è la presenza di Asparagus acutifolius. Il pino d’Aleppo è una specie eliofila, resistente all’aridità e all’aerosol marino e non ha particolari esigenze di suolo. E’ una specie pioniera che si insedia in cenosi derivanti dalla degradazione della vegetazione dopo incendi ripetuti, dove forma popolamenti più o meno stabili. Il suo adattamentoal fuoco è molto spiccato: possiede difatti un gran numero di coni serotini, cioè con schiusa ritardata per vari anni dopo la maturazione, che si aprono tutti insieme sotto l’effetto del calore di un incendio.


Arbusteti Termo‐Mediterranei e Pre‐Desertici
Si tratta di cenosi piuttosto discontinue la cui fisionomia è determinata sia da specie legnose (Euphorbia dendroides, Chamaerops humilis, Olea europaea, Genista ephedroides, Genista tyrrhena, Genista cilentina, Genista gasparrini, Cytisus aeolicus, Coronilla valentina) che erbacee perenni (Ampelodesmos mautitanicus). Questo habitat è presente all’interno del SIC in maniera diffusa e particolarmente estesa, occupando circa 154 ha pari al 43% del territorio del sito.

Macchie e Macchie ‐ Foreste ad Erica e Corbezzolo

Questo tipo di vegetazione è presente all’interno del SIC con un lembo poco esteso (circa 1,5 ha) distribuito lungo le pendici settentrionali di “T.pa S. Iconio” a 200 m di quota. All’interno di questa vegetazione sono state riunite le macchie e macchie‐foreste a dominanza di sclerofille sempreverdi particolarmente fitte ed impenetrabili: la macchia da erica e corbezzolo è caratterizzata da un strato arbustivo che raggiunge 1‐1,5 m di altezza, mentre la macchia‐foresta oltre a raggiungere i 6‐8 metri presenta una stratificazione strutturale più evidente ed è caratterizzata da coperture molto elevate. Le macchie‐foreste sono trattate quasi sempre a ceduo, con turni piuttosto ravvicinati e taglio a raso, con rilascio piuttosto sporadico o del tutto assente di qualche matricina, in genere di leccio. La fisionomia di macchia alta viene dunque mantenuta con i tagli ripetuti a cui sono sottoposte queste formazioni; in molte località non più ceduate o nelle quali si sono allungati i turno di taglio, si osserva invece un progressivo aumento della copertura di Quercus ilex. Le macchie basse possono essere dovute sia a stadi di ricrescita dopo la ceduazione sia a stadi post‐incendio, ma anche alla ricolonizzazione di pascoli e zone agricole. La copertura dello strato dominante è sempre del 100% ed è costituito da fitte ceppaie di origine agamica di Erica arborea, Arbutus unedo, Myrtus communis, Pistacia lentiscus e Quercus ilex. In genere subordinata e meno abbondante, la presenza di Phyllirea latifolia e Rhamnus alaternus.

Lo strato lianoso è in genere ben rappresentato per copertura e numero di specie; si rinvengono con frequenza: Smilax aspera, Rubia peregrina, Lonicera implexa, Rosa sempervirens. Nello strato erbaceo, scarsamente sviluppato, si incontrano Pulicaria odora, Ampelodesmos mauritanicus e Carex flacca. Le formazioni a Erica arborea e Arbutus unedo sono tipiche del piano mesomediterraneo subumido/umido, dove rappresentano cenosi di sostituzione dei boschi a Quercus ilex e dei boschi misti di leccio e roverella, verso i quali tendono ad evolvere. Sono diffuse principalmente in una fascia altimetrica compresa tra 50 e 450 m, rinvenendosi sporadicamente a quote maggiori nelle esposizioni meridionali e su versanti particolarmente acclivi.




Macchia Bassa a Lentisco e Mirto
Questo tipo di macchia rappresenta la vegetazione prevalente all’interno del sito con circa 103 ha di superficie occupata (65%). Si tratta di una macchia bassa di altezza variabile tra 0,5 m e 2 m, che forma delle comunità più o meno fitte a seconda delle condizioni geomorfologiche e del disturbo antropico (taglio, incendio ecc…). Le specie più comuni che vanno a costituire lo strato arbustivo dominante sono, Pistacia lentiscus, Phillyrea latifolia, Myrtus communis, Lonicera implexa, Smilax aspera, Clematis flammula. Nello strato erbaceo si rinvengono quasi esclusivamente: Pulicaria odora, Carex flacca, Brachypodium ramosum, Asparagus acutifolius.

Praterie Pseudosteppiche ad Ampelodesma e Iparrenia

Questo tipo di vegetazione è presente all’interno del SIC in maniera diffusa e particolarmente Piano di gestione del Sito di Importanza Comunitaria “Pineta di Sant’Iconio” (IT8050039) estesa, occupando circa 154 ha pari al 43% del territorio del sito. Si tratta di praterie pseudosteppiche dominate da alte graminacee quali Ampelodesmos mauritanicus e Hyparrhenia hirta. Le formazioni di origine secondaria a dominanza di ampelodesma possono presentarsi a copertura rada o densa. Quando vengono raggiunte coperture elevate oltre all’ampelodesma e all’iparrenia divengono abbondanti le seguenti specie: Pistacia lentiscus, Myrtus communis ed Erica arborea, mentre le emicriptofite di piccola taglia e le terofite, tendono a diradarsi. Sono formazioni di origine secondaria legate al passaggio del fuoco; sono in genere il risultato di prolungati e profondi processi di degradazione che hanno portato alla progressiva scomparsa dell’originaria vegetazione arborea e arbustiva che rivestiva questi territori.

Fonti: Blasi, 2005 “Carta Fisionomica della Vegetazione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano” ‐ Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio Direzione per la Protezione della Natura ‐ Dipartimento di Biologia Vegetale Università di Roma “La Sapienza” Piano di gestione del Sito di Importanza Comunitaria “Pineta di Sant’Iconio” (IT8050039).


Grotte Ancora non Sfruttate Turisticamente

Si tratta di grotte non aperte alla fruizione turistica, comprensive di eventuali corpi idrici sotterranei, che ospitano specie altamente specializzate, rare o endemiche. habitat è di primaria importanza nella conservazione di specie animali dell’ Allegato II quali pipistrelli e anfibi. I vegetali fotosintetici si rinvengono solo all’imboccatura delle grotte e sono rappresentati da alcune piante vascolari, briofite e da alghe. Allʹingresso delle grotte possono rinvenirsi poche piante vascolari sciafile, si tratta soprattutto di pteridofite quali Asplenium trichomanes, Phyllitis scolopendrium, Athyrium filix‐foemina, Cystopteris fragilis, Polystichum aculeatum, Dryopteris filix‐mas, Polypodium cambricum, P. vulgare, P. interjectum.




 


Punti di interesse e di valenza ambientale: Torre del Mingardo, Cala del Cefalo, Iazzo sant’Iconio, cenobio Basiliano, Cappella di Sant’Antonio. Informazioni tecniche del sentieroSegnavia: BIANCO ROSSO (FIE) – Punto di partenza: Torre del Mingardo (prima del ponte) – Distanza: 12 km – Durata: 4 ore + soste – Disponibilità acqua: Nessuna – Livello di difficoltà: E – Escursionistico – Nota sul livello di difficoltà: In estate evitare le ore più calde e proteggersi dal sole. Attenzione: In periodi piovosi alcuni tratti del percorso sono fangosi. Altre informazioni utili: Necessario indossare indumenti comodi adatti al periodo e scarpe sportive con suola in gomma non liscia (preferibilmente da trekking).

FONTI:
Blasi, 2005 “Carta Fisionomica della Vegetazione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano” ‐ Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio Direzione per la Protezione della Natura ‐ Dipartimento di Biologia Vegetale Università di Roma “La Sapienza” Piano di gestione del Sito di Importanza Comunitaria “Pineta di Sant’Iconio” (IT8050039)




Monte Bulgheria

SIC Monte Bulgheria (Cod.IT8050023)

Descrizione ambientale e sentiero naturalistico: Il Bulgheria è uno scrigno di Biodiversità, con ecosistemi preziosi per molte specie vegetali e animali, e rappresenta la roccaforte meridionale del Parco che consente agli appennini di toccare il mare. La passeggiata permette di salire ai 1225 metri del Monte Bulgheria, e di ammirare gli straordinari panorami della costa Cilentana e del golfo di Policastro. L’itinerario presenta qualche difficoltà in alcuni passaggi su roccia. Il punto di partenza è a monte dell’abitato di San Giovanni a Piro, raggiungibile seguendo la Statale 562. Giunti alla fine del paese, si gira a destra (indicazione “campo sportivo”) e si imbocca, a sinistra, una sterrata, bordata da un muretto, che si risale per poche decine di metri fino al punto in cui si lascia l’auto (547 metri). L´attacco è segnalato solo da un segnavia bianco-rosso. Da qui si inizia a salire lungo un sentiero sterrato, poi, superato un abbeveratoio, il sentiero è ben tracciato. A q. 700 m circa si incontra la sorgente Remìte (fontanina), quindi il sentiero prosegue a mezza costa con una diversi tornanti, fra la vegetazione di macchia mediterranea dove è possibile osservare anche imponenti cespi di (Ampelodesmos mauritanicus) Tagliamani, pianta dai diversi usi detta in Cilento erba spartea, dalle sue foglie si produceva un tempo una corda molto resistente utilizzata nelle imbarcazioni e per la coltivazione dei mitili, dagli steli sottili, resistenti e lisci della spiga si ottenevano cesti e vassoi detti spaselle, utilizzate ancora oggi per l’essicazione dei “fichi bianchi del Cilento” una delle DOP cilentane da assaggiare. Tra i cespi di erba spartea è possibile rinvenire esemplari di Galatea italica, (Melanargia arge), lepidottero endemico dell’Italia centro-meridionale, molto raro, inserito nel inserita nella lista rossa Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) tra le specie a rischio estinzione, infatti nel corso degli ultimi decenni la specie si è estinta da molte delle località occupate in passato (Prola G. e C., 1990) la sua rarità ha fatto si che venisse raffigurata su un francobollo nel 1996. Il monte Bulgheria ha preso il nome dai soldati Bulgari, giunti una prima volta nel Cilento nel 553 a seguito del generale longobardo Narsete impegnato nella guerra gotica; e , intorno al VIII-IX secolo, si spostarono nella zona del Monte Bulgheria (che dai Bulgari prende il nome) e, con gli abitanti locali, diedero vita ai borghi di Acquavena (frazione di Roccagloriosa) e Celle di Bulgheria.



Fauna

Specie Faunistiche

Rinolofo Maggiore

Rinolofo Maggiore (Rhinolophus ferrumequinum S.) – E’ il più grande Rinolofo europeo; si avvista sul sito durante le ore serali quando è impegnato nella ricerca del cibo, si distingue, oltre che dalle grandi dimensioni, anche per la forma della […]

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Miniottero Comune

Miniopterus schreibersii (Miniottero Comune) Pipistrello di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 47 e 63 mm, la lunghezza dell’avambraccio tra 42 e 51 mm, la lunghezza della coda tra 56 e 64 mm, la lunghezza del piede tra […]

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Ululone Appenninico

Ululone Appenninico: La prima ha i tubercoli più prominenti, la colorazione inferiore delle zampe posteriori gialla solo sulla coscia e sotto il piede, l’area pettorale gialla con macchie scure. Alcuni testi considerano Bombina pachypus come sottospecie (Bombina variegata pachypus). […]

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Rinolofo Minore

Rinolofo Minore (Rhinolophus hipposideros B.) – E’ il più piccolo dei Rinolofi europei; si distingue oltre che per le ridotte dimensioni anche per il colore della pelliccia che è marrone chiaro con la parte addominale grigio chiaro. I giovani […]

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Colombaccio

Il Colombaccio (Columba Palumbus) è lungo dai 40 ai 42 cm e, perciò, sostanzialmente più grande del Piccione domestico. La sua apertura alare va dai 75 agli 80 cm. I sessi sono simili: la testa e la schiena sono […]

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Cervone

Nome: CERVONE Specie: Elaphe quatuorlineata La specie è segnalata nel Formulario Standard della ZPS ma la sua presenza non è stata confermata dalle indagini di campo. L’ Elaphe quatuorlineata, è uno dei più grandi serpenti italiani, infatti seppur di […]

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Melanargia Arge

Specie: Galatea italica Melanargia arge (Sulzer, 1776) Lepidottero endemico dell’Italia centro-meridionale, molto raro, inserito nel inserita nella lista rossa Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) tra le specie a rischio estinzione, infatti nel corso degli ultimi decenni […]

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Oxygastra Curtisii

Famiglia: Cordulidi Specie: Oxygastra curtisi (Dale, 1834) E’ l’unica rappresentante europea del genere Odonati. Gli adulti si osservano dalla fine di maggio all’inizio di agosto presso le zone alberate prospicienti i corsi d’acqua od anche bacini artificiali. La specie […]

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Lucanus Tetraodon

Nome: Lucanus tetraodon – Coleottero Si tratta di un insetto di dimensioni medie con una lunghezza che varia dai 30 ai 48 mm. Ha una forma allungata, con un colore marrone scuro. Nei maschi le mandibole sono più sviluppate […]

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Rhinolophus

Nome: Rhinolophus – Le specie di chirotteri presenti sul sito sono due: il Rinolofo maggiore e il Rinolofo minore; questi animali sono protetti dal 1939 da quando, è stata riconosciuta la loro importanza nel contenimento degli insetti considerati “dannosi”. […]

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Falco Pellegrino

Nome comune: FALCO PELLEGRINO Specie: Falco peregrinus Specie cosmopolita, il cui areale riproduttivo europeo interessa le isole britanniche, la Scandinavia del sud e del nord, l’intero bacino del Mediterraneo, la Francia e la Germania. In Italia l’ultima stima riporta […]

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Quaglia

Coturnix coturnix – Quaglia E’ l’unico galliforme migratore, torna dalle zone di svernamento africane in maggio, la riproduzione avviene in maggio-luglio. La presenza nella ZPS di ampie porzioni di Macchia mediterranea incontaminata, favoriscono la sosta della specie durante il […]

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Albanella Reale

Nome comune: ALBANELLA REALE Specie: Circus cyaneus (Linnaeus, 1766) Specie con un areale riproduttivo europeo continuo e ampio nella parte scandinava e orientale del continente. Parte delle popolazioni sono residenti, migrano soprattutto quelle scandinave e orientali, che svernano nel […]

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Vespertilio Maggiore

Vespertilio Maggiore – Pipistrello di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 67 e 84 mm, la lunghezza dell’avambraccio tra 55 e 67 mm, la lunghezza della coda tra 45 e 60 mm, la lunghezza delle orecchie tra […]

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Vespertilio Murinoides

Vespertilio Murinoides – Specie centroasiatico-europea, diffusa nell’Europa meridionale, nelle parti più meridionali dell’Europa centrale, in parte dell’Asia centrale e, verso Est, fino alla catena himalayana, a parte della Mongolia e della Cina. Tutte le regioni italiane sono comprese in […]

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Beccaccia

Scolopax rusticola – Beccaccia Nella ZPS è migratore regolare e in alcuni casi si sofferma nell’area anche per svernare. In Italia è comune come uccello di passo invernale, e solo raramente estivo. Di solito nidifica in primavera nei boschi […]

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Vulpes Vulpes

Vulpes Vulpes Volpe – La volpe rossa è originaria dell’emisfero settentrionale. È presente in tutta la regione Paleartica, dall’Irlanda allo Stretto di Bering; il suo areale si estende poi verso sud in Giappone, Cina e regioni più settentrionali di […]

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Coenagrion Mercuriale

DESCRIZIONE: Specie di piccola taglia (27-31mm) i cui maschi si riconoscono per il caratteristico disegno sul 2° segmento addominale che ricorda l’”elmo di Mercurio” ( da cui l’etimologia del nome scientifico), per la fascia nera posteriore dei segmenti addominali […]

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Tordo Bottaccio

Turdus philomelos – Tordo Bottaccio Le popolazioni migratrici sono di passo da fine settembre a fine ottobre e in febbraio-marzo; in parte svernante. Tranne che durante la migrazione, conduce vita solitaria o in coppia La stagione riproduttiva inizia alla […]

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Averla Piccola

Nome comune: AVERLA PICCOLA Specie: Lanius collurio La popolazione nidificante in Italia dovrebbe essere compresa 50.000 – 120.000, coppie, sebbene per il nostro paese si tratti solo di una stima approssimativa. In inverno migra nei quartieri di svernamento situati […]

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Cinghiale

Sus scrofa (Cinghiale) – Gli esemplari adulti misurano fino a 180 cm di lunghezza, per un’altezza al garrese che può sfiorare il metro ed un peso massimo di un quintale circa. Sussistono tuttavia grandi variazioni di dimensioni e peso […]

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Flora

Specie Vegetali

Campanula Napoletana

Nome: Campanula Fragilis – Campanula Napoletana – specie perenne, più o meno pelosa, alcuni esemplari palesano una accentuata pelosità biancastra (var. laniginosa Ten.), dimensioni 10-40 cm. Fusto cespuglioso, erbaceo, si spezza facilmente perciò fragile, pendente. Foglie basali lungamente picciolate, […]

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Centaurea Cineraria

Nome: Centaurea cineraria ‘Candidissima’ è una perenne, fogliame bianco-argenteo, per zone protette ama il terreno normale, ben drenato come esposizione preferisce Sole il fiore è porpora-rosato appartiene alla famiglia delle Asteraceae il suo periodo di fioritura è Giugno – […]

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Finocchiella di Lucania

Portenschlagiella ramosissima – Finocchiella di Lucania – È una specie erbacea eretta perenne, alquanto pubescente. Le foglie, in gruppi da 4 a 5, sono pennate, con lobi acuminati lineari-filiformi. L’ombrello è sub-globuloso, spesso in forma di voluta al culmine […]

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Forapaglie Castagnolo

Acrocephalus melanopogon – Forapaglie Castagnolo Specie molto elusiva, è stata segnalata la presenza. In Campania è una specie migratrice con popolazioni svernanti solo in rare occasioni. E’ considerata “Vulnerabile” nella Lista Rossa italiana. Nella ZPS è specie migratrice e […]

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Orchis Fragrans

Orchis Fragrans – È una pianta erbacea geofita bulbosa, con fusto alto da 10 a 40 cm, verde alla base, tendente al porpora verso l’apice. L’apparato radicale è costituito da due rizotuberi tondeggianti. Le foglie inferiori, glaucescenti, sono lineari-lanceolate, quelle […]

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L’Elicriso

Nome: L’Elicriso Il nome deriva dal greco helios (sole) e chrysòs (oro) per il colore giallo lucente dei capolini. I capolini di queste piante hanno una parte delle squame involucrali secche e scariose (consistenza membranosa più o meno secca, […]

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Orchis Italica

Nome: Orchis Italica Come ricorda l’epiteto specifico, è una delle più diffuse orchidee selvatiche in Italia. Deve il nome comune alla forma del labello del fiore che sembra imitare il corpo di un uomo, compreso il sesso; ma questa […]

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Serapias Vomeracea

Nome: Serapias Vomeracea È una pianta erbacea geofita bulbosa, con due rizotuberi sotterranei globosi e fusti eretti, di color violaceo-vinoso e di altezza variabile dai 20 ai 60 cm. Le foglie sono lineari-lanceolate. L’infiorescenza, lassa e allungata, è composta da […]

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Ontano Napoletano

Alnus Cordata – Ontano Napoletano – albero alto 10-15 m. Corteccia matura di colore grigiastro, rami giovani con corteccia bruna con patina biancastra. Foglie cuoriformi (cŏr = cuore) a margine dentellato, di sotto con peli giallastri. Fiori piccoli, numerosi, riuniti in […]

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Lavandula Angustifolia

Le foglie profumano e sono persistenti, opposte, lineari o lineari-lanceolate, lunghe 1–3 cm, larghe pochi millimetri anzi si differenzia da altre specie proprio per la particolare strettezza delle foglie. All’ascella delle foglie sono inseriti ciuffi di foglie più piccole. I […]

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Orchis Papillonacea

Orchis Papillonacea – È una pianta erbacea alta 15–40 cm, con fusto cilindrico di colore verde, con macchie rossastre alla sommità. L’apparato radicale è caratterizzato da due rizotuberi tondeggianti. Le foglie basali, lineari-lanceolate, di colore verde glauco, sono riunite in […]

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Garofano delle Rupi

Nome: Dhiantus Rupicola – Garofano delle Rupi – Questa pianta si può osservare lungo le pareti rocciose che cingono la spiaggia di Cala del Cefalo e sullo scoglio del Mingardo. Il nome rupicola deriva da “rupes” rupe, roccia e […]

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Primula di Palinuro

Questa pianta fu descritta per la prima volta da Fabio Colonna già nel 1534 che però non le attribuì un nome; successivamente nel 1787 Vincenzo Petagna, diretto in Calabria fu costretto da una tempesta a fermarsi a Palinuro dove […]

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Iberide Florida

Nome: Iberide Florida Altezza fino a 30/40 cm. aspetto pianta con fusto legnoso a forma di  cuscino rotondo, foglie verdi spatolate e carnose fiori bianchi e profumati in racemi, con macchie color violetto al centro fioritura novembre/aprile. Pianta a […]

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Habitat

Descrizione Habitat

Habitat 5330 “Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici ”: L’habitat comprende formazioni a macchia indifferenti alla natura del substrato, che raggiungono la maggior diffusione e lo sviluppo ottimale nella zona termo-mediterranea.
Si tratta di cenosi piuttosto discontinue la cui fisionomia è determinata sia da specie legnose (per esempio Euphorbia dendroides, Chamaerops humilis, Olea europaea, Genista sp.) che erbacee perenni (Ampelodesmos mautitanicus). 6210 – Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) Tipo di habitat che include formazioni erbacee, o parzialmente cespugliate, da secche a mesofile, comunque asciutte, diffuse dalle pendici collinari alla fascia montana, eccezionalmente fino a quasi 2000 m di quota. La permanenza di questi habitat è garantita da regolari falciature (o pascolamento ovicaprino non eccessivo) e da assenza di concimazioni. Si tratta di formazioni secondarie (solo in pendici rupestri e siti estremamente aridi si possono notare nuclei primari, corrispondenti a topografie in cui l’evoluzione del suolo è di fatto impedita) che subirebbero facilmente l’invasione delle specie arbustive del mantello e di quelle legnose del bosco. L’habitat diventa prioritario poiché rappresenta un importante sito per la presenza delle orchidee.

Habitat 6220* “Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea ”: A questo habitat si riferiscono formazioni erbacee, prevalentemente emicriptofitiche o terofitiche, molto diffuse su substrati di varia natura, spesso calcarei e ricchi di basi, talora soggetti ad erosione. Queste praterie xerofile e discontinue di piccola taglia a dominanza di graminacee, si presentano in genere a mosaico con altre formazioni erbacee di tipo differente o legnose. Tra le specie guida: Brachypodium retusum, Brachypodium pinnatum, Poa bulbosa, Tuberaria guttata, Lygeum spartium, Stipa capensis, Trachynia distachya. Sul sito tale vegetazione si insedia di frequente in corrispondenza di aree di erosione o comunque dove la continuità dei suoli è interrotta, tipicamente all’interno delle radure della vegetazione perenne, ad “Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici” riferibili all’Habitat 5330.

Habitat 8130 – Ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili: In questo tipo di habitat si comprendono le comunità vegetali pioniere, dei substrati calcarei e marnosi, che popolano le falde detritiche e gli scoscendimenti pietrosi della fascia collinare e montana, con possibili risalite in quota, nelle stazioni più secche e termofile. Specie tipiche Achnatherum calamagrostis, Epilobium dodonaei, Galeopsis angustifolia, Gymnocarpium robertianum, Vincetoxicum hirundinaria.

8210 – Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica: L’habitat include la vegetazione casmofitica delle fessure delle pareti rocciose calcaree e interessa diverse regioni biogeografiche, dalle zone planiziali fino alle quote più elevate. Sono riferite a questo tipo tutte le comunità dell’ordine Potentilletalia caulescentis, da quelle termofile a quelle sciafile, povere o ricche di specie. Specie vegetali tipiche Asplenium viride, Carex brachystachys, Cystopteris fragilis, Minuartia rupestris, Potentilla caulescens, Potentilla nitida, Valeriana elongata.
8310 8310 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico Si tratta di cavità naturali (che assumono forme diversificate quali grotte, pozzi, inghiottitoi, …), inclusi i sistemi idrologici e i complessi carsici (gallerie e fiumi sotterranei) cui danno normalmente accesso. La conservazione di questo habitat presuppone pertanto la tutela del sistema imbrifero nel suo complesso.
È quindi un habitat di tipo strettamente geomorfologico, limitato alla aree carsiche, caratterizzato da condizioni di scarsa illuminazione, forte umidità e tridimensionalità di rocce, ospitano specie altamente specializzate, rare, spesso strettamente endemiche, e che sono di primaria importanza nella conservazione di specie animali dell’ Allegato II quali pipistrelli e anfibi.
I vegetali fotosintetici si rinvengono solo all’imboccatura delle grotte e sono rappresentati da alcune piante vascolari, briofite e da alghe.

Habitat 9340 “Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia”: Foreste a dominanza di leccio in cui si associano spesso altre querce caducifoglie, aceri, orniello e carpino nero. Spesso sono relegate a versanti ripidi e rupestri su substrato carbonatico. Specie vegetali tipiche Quercus ilex, Ruscus aculeatus.

Descrizione Sentiero

Descrizione Sentiero

Cartografia

Cartografia

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Fauna - Monte Bulgheria

Galleria Fotografica

Flora - Monte Bulgheria

Galleria Fotografica

Habitat - Monte Bulgheria

Galleria Fotografica

 

Il monte Bulgheria è un monte situato nella parte meridionale del Cilento, nella provincia di Salerno, cui vetta più alta raggiunge i 1225 metri. La sua denominazione deriva dai coloni bulgari, che qui si stanziarono prima dell’anno 500. Dal monte prende il nome il Comune di Celle di Bulgheria, che sorge alle sue pendici, al lato est. Pur essendo lungo e pur toccando numerosi paesi del circondario, esso colpisce per la sua isolatezza, dato che non esistono altre montagne nelle immediate vicinanze. Questa particolare caratteristica si può ammirare da Bosco, che si trova ai suoi piedi. La flora è ricchissima: si trovano alberi di ontano e piante di castagno secolari, ginestre, asparagi, il pungitopo, la rosa canina, origano, lavanda e numerosi tipi d’orchidee selvatiche tra cui l’Orchis italica, Serapias vomeracea, Orchis Fragans e Orchis papillonacea.



 

Tra le specie animali che è possibile incontrare ci sono il Nibbio reale, il Succiacapre, il Falco Pellegrino, una coppia riproduttiva di falco pellegrino è infatti stanziale sul monte, come anche una piccola popolazione riproduttiva di averla piccola (Lanius collurio). Per quanto concerne i mammiferi è varia la presenza dei chirotteri che qui sono presenti con 5 specie diverse il rinolofo minore (Rhinolophus hipposideros), rinolofo maggiore (R. ferrumequinum), vespertilio maggiore (Myotis myotis), vespertilio di Blyth (Myotis blythii), miniottero di Schreiber (Miniopterus schreibersi). Non certa la presenza del gatto selvatico (Felis silvestris) malgrado l’ambiente sia senz’altro idoneo; sono invece comuni in tutto il SIC il cinghiale (Sus scropha) e la volpe (Vulpes vulpes). Ricca e abbondante l’erpetofauna. Per ciò che concerne i rettili sono presenti il biacco (Hierophis viridiflavus), il cervone (Elaphe quatuorlineata), il ramarro occidentale (Lacerta bilineata), la lucertola campestre (Podarcis sicula), la lucertola muraiola (P. muralis) e la luscengola comune (Chalcides chalcides). Per quanto riguarda gli invertebrati si segnalano le presenze di libellule Oxygastra curtisii e Coenagrion mercuriale (tutte specie di importanza comunitaria), ed il coleottero Lucanus tetrodon. Proseguendo la salita, si raggiunge il ricovero pastorale di Iazzo Montagna (826 metri). Oltrepassato il ricovero e, superato un angusto vallone, si arriva a una pendice più aperta da cui si staccano alcune tracce di sentiero che si spingono ripide verso la cresta che in breve conduce alla vetta(1225m). Sulle pendici del monte vi sono boschi ad Ontano napoletano, piante di castagno secolari, faggete, praterie aride mediterranee, sorprendenti sono le garighe a Lavandula angustifolia. Interessantissima anche la vegetazione autoctona delle rupi che annovera specie rupicole uniche, come la Primula Palinuro, simbolo del Parco, la Centaurea Cineraria, L’Elicriso, la Campanula Fragilis, il Garofanino delle rocce, l’Iberis florida. Tra le specie vegetali Portenschlagiella ramosissima finocchiella di Lucania , un rarissimo endemismo spiccatamente rupestre (casmofita), a distribuzione puntiforme, che vive in condizioni ecologiche ‘estreme’. Dalla cima si consiglia di tornare indietro per dirigersi ad una cima secondaria (q. 1219 m), estremamente panoramica sul Golfo di Policastro, da qui si apre una suggestiva veduta che spazia dal golfo di Policastro alla costa di Palinuro fino ai rilievi del Monte Sacro e del monte Cervati. La flora è ricchissima: si trovano ginestre, asparagi, il pungitopo, la rosa canina, origano, lavanda e numerosi tipi d’orchidee selvatiche tra cui l’Orchis italica, Serapias vomeracea, Orchis Fragans e Orchis papillonacea. Questo tratto di costa calcarea nasconde numerosissime grotte, molte delle quali hanno ospitato l’uomo preistorico durante il Paleolitico. Da questo punto di vista, il territorio del massiccio del Bulgheria è uno dei più importanti siti d’Europa. A Scario, piccolo centro di pescatori, la facoltà di Paleontologia dell’Università di Siena ha realizzato un piccolo museo che accoglie alcuni reperti ritrovati in queste grotte, anche in zona porto di Marina di Camerota vi è il museo virtuale del Paleolitico.