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Pineta di San Iconio
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SIC Pineta di San Iconio (IT8050039)

Pineta di San Iconio – che confina nella sua parte occidentale con il SIC Pareti Rocciose di Cala del Cefalo (IT8050038), rappresenta uno dei pochi esempi di pineta a Pino d’Aleppo Pinus halepensis della Campania di origine naturale e non antropica. Oltre a questa specie, il sito annovera la presenza di alti due habitat di interesse comunitario: Arbusteti termo‐mediterranei e pre‐desertici e Grotte ancora non sfruttate turisticamente. La fauna del sito è costituita principalmente da uccelli e chirotteri. Nell’area è inoltre presente il Cervone Elaphe quatuorlineata. Tra gli invertebrati di particolare interesse conservazionistico si segnala la presenza dell’odonato Oxygastra curtisii.

Fauna

Specie Faunistiche

Descrizione Fauna: Il Formulario Standard Natura 2000 indica, per il SIC “Pineta di S. Iconio”, la presenza di tre habitat di interesse comunitario di cui uno prioritario:

Elaphe Quatuorlineata

Elaphe Quatuorlineata – È il più lungo serpente italiano ed uno tra i più lunghi d’Europa. La sua lunghezza può variare dagli 80 ai 240 cm, anche se raramente supera i 160. È di colore bruno-giallastro con le caratteristiche quattro […]

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Pipistrello Nano

Pipistrello Nano – Pipistrello di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 36 e 51 mm, la lunghezza dell’avambraccio tra 28 e 34 mm, la lunghezza della coda tra 23 e 36 mm, la lunghezza […]

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Rhinolophus

Nome: Rhinolophus – Le specie di chirotteri presenti sul sito sono due: il Rinolofo maggiore e il Rinolofo minore; questi animali sono protetti dal 1939 da quando, è stata riconosciuta la loro importanza nel contenimento degli insetti considerati “dannosi”. […]

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Ficedula Albicollis

Ficedula Albicollis – È un passeriforme con una lunghezza media di 13 cm e un peso di 10 g. L’apertura alare e di circa 24 cm. Il piumaggio primaverile del maschio è nero sulla testa e sulle parti superiori […]

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Ghiandaia Marina

Nome comune: GHIANDAIA MARINA Specie: Coracias garrulus (Linnaeus, 1758) La specie frequenta il SIC durante i periodi di migrazione (autunno e primavera) ed è ritenuta rara; data l’ubicazione del SIC all’interno dell’areale riproduttivo della specie e la presenza di […]

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Arvicola Rossastra

Arvicola Rossastra – Con numerose sottospecie (Myodes glareolus alstoni, Myodes glareolus britannicus, Myodes glareolus caersarius, Myodes glareolus curcio, Myodes glareolus erica, Myodes glareolus garganicus, Myodes glareolus glareolus, Myodes glareolus hallucalis, Myodes glareolus helveticus, Myodes glareolus istericus, Myodes glareolus nageri, […]

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Triturus Italicus

Triturus Italicus – È un tritone di aspetto esile, lungo non oltre 8 cm, con testa piccola e squadrata ed una cresta ghiandolare su entrambi i lati della schiena. Ha una coda sottile, lunga circa quanto il resto del […]

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Hyla Italica

Hyla Italica – È una raganella di dimensioni medio-piccole, che raggiunge una lunghezza di 4-5 cm. Per molti versi è estremamente simile a Hyla arborea: la colorazione del dorso è di colore verde brillante, con ventre biancastro nettamente demarcato […]

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Cervone

Nome: CERVONE Specie: Elaphe quatuorlineata La specie è segnalata nel Formulario Standard della ZPS ma la sua presenza non è stata confermata dalle indagini di campo. L’ Elaphe quatuorlineata, è uno dei più grandi serpenti italiani, infatti seppur di […]

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Averla Piccola

Nome comune: AVERLA PICCOLA Specie: Lanius collurio La popolazione nidificante in Italia dovrebbe essere compresa 50.000 – 120.000, coppie, sebbene per il nostro paese si tratti solo di una stima approssimativa. In inverno migra nei quartieri di svernamento situati […]

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Coluber Viridiflavus

Il biacco (Hierophis viridiflavus (Lacépède, 1789)), precedentemente classificato come Coluber viridiflavus è un serpente frequente nelle campagne e nei giardini, sia in terreni rocciosi, secchi e soleggiati, sia in luoghi più umidi come le praterie e le rive dei […]

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Coronella Austriaca

Coronella Austriaca – Vive in Europa centrale e del nord, e ad est fino alle regioni nordiche dell’Iran. In Italia è presente in tutte le regioni, più frequentemente nei boschi o nelle aree di golena. Si trova dal livello […]

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Bufo Viridis

Bufo Viridis – È più piccolo del rospo comune (Bufo bufo), infatti raggiunge al massimo i 10 cm, restando più frequentemente attorno ai 7 cm. La colorazione è molto variabile: marrone o bianco con chiazze verde smeraldo. Frequentemente la […]

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Balia dal Collare

Nome comune: BALIA DAL COLLARE Specie: Ficedula albicollis (Temminck, 1815) Si ritiene che in Italia possano nidificare 1 2.000 – 4.000 coppie in. E’ considerata “A più basso rischio” nella Lista Rossa italiana. Il SIC è situato fuori areale […]

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Rinolofo Maggiore

Rinolofo Maggiore (Rhinolophus ferrumequinum S.) – E’ il più grande Rinolofo europeo; si avvista sul sito durante le ore serali quando è impegnato nella ricerca del cibo, si distingue, oltre che dalle grandi dimensioni, anche per la forma della […]

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Oxygastra Curtisii

Famiglia: Cordulidi Specie: Oxygastra curtisi (Dale, 1834) E’ l’unica rappresentante europea del genere Odonati. Gli adulti si osservano dalla fine di maggio all’inizio di agosto presso le zone alberate prospicienti i corsi d’acqua od anche bacini artificiali. La specie […]

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Coracias Garrulus

Coracias Garrulus – Il petto e il ventre sono di colore azzurro turchese, come pure il capo, mentre il dorso appare tinto di castano chiaro, eccetto il codrione e la parte superiore della coda che sono di colore blu […]

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Rinolofo Minore

Rinolofo Minore (Rhinolophus hipposideros B.) – E’ il più piccolo dei Rinolofi europei; si distingue oltre che per le ridotte dimensioni anche per il colore della pelliccia che è marrone chiaro con la parte addominale grigio chiaro. I giovani […]

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Vispera Aspis

Vispera Aspis – Lunga al massimo 94 cm, (mediamente sui 60–65 cm.), presenta testa più o meno distinta dal collo, con l’apice del muso leggermente rivolto all’insù, ed occhi di dimensione media con la pupilla verticale ellittica. La coda […]

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Cinghiale

Sus scrofa (Cinghiale) – Gli esemplari adulti misurano fino a 180 cm di lunghezza, per un’altezza al garrese che può sfiorare il metro ed un peso massimo di un quintale circa. Sussistono tuttavia grandi variazioni di dimensioni e peso […]

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Glis glis Ghiro

Glis glis Ghiro – Lungo circa 30 centimetri di cui 13 (circa) di coda, pesa in media 75 grammi. Ha una pelliccia di colore grigio castano sul dorso, mentre il ventre è bianco; il muso è caratterizzato da due […]

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Vulpes Vulpes

Vulpes Vulpes Volpe – La volpe rossa è originaria dell’emisfero settentrionale. È presente in tutta la regione Paleartica, dall’Irlanda allo Stretto di Bering; il suo areale si estende poi verso sud in Giappone, Cina e regioni più settentrionali di […]

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Apodemus Sylvaticus

Apodemus Sylvaticus – Il topo selvatico è diffuso, con numerose sottospecie (Apodemus sylvaticus arianus, Apodemus sylvaticus callipides, Apodemus sylvaticus ciscaucasicus, Apodemus sylvaticus dichrurus, Apodemus tauricus geminae, Apodemus sylvaticus microtis, Apodemus sylvaticus milleri, Apodemus sylvaticus orestes, Apodemus sylvaticus sylvaticus, Apodemus […]

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Apodemus Flavicollis

Apodemus flavicollis – Il topo selvatico dal collo giallo o topo selvatico a collo giallo o semplicemente topo selvatico collo giallo (Apodemus flavicollis Melchior, 1834) è un mammifero roditore della famiglia dei Muridi. Con cinque sottospecie accertate (Apodemus flavicollis […]

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Flora

Specie Vegetali

Descrizione Flora: Il Formulario Standard Natura 2000 indica, per il SIC “Pineta di S. Iconio”, la presenza di tre habitat di interesse comunitario di cui uno prioritario:

Palma Nana

La palma nana (Chamaerops humilis L., 1753), comunemente nota anche come palma di San Pietro, è una pianta della famiglia delle Arecaceae, unica specie del genere Chamaerops. È una specie tipica della macchia mediterranea. Portamento: Si presenta come un […]

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La Felce Dolce

Polypodium vulgare – La Felce Dolce – La felce dolce o falsa liquirizia (Polypodium vulgare L.) è una piccola felce della famiglia delle Polypodiaceae. Il nome comune deriva dal sapore dolciastro del rizoma, simile a quello della liquirizia, usato in fitoterapia […]

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Ginestra del Cilento

Genista Cilentina – Ginestra del Cilento – È una pianta perenne a portamento arbustivo eretto, ramoso, a rami rigidi, striati, pelosi da giovani, subverticillati, ottusi. Le foglie, sono trifogliolate (le superiori, spesso, unifogliolate), lineari, pelose, ottuse. Fiorisce tra aprile […]

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Asplenio

Asplenium trichomanes – Asplenio – L’asplenio (Asplenium trichomanes) è una pianta perenne rizomatosa, capace di vivere nelle fenditure della roccia. Asplenio dal greco splen (milza) per la credenza degli antichi che alcune specie di queste felci avessero la virtù di guarire […]

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Scolopendria Comune

Phyllitis scolopendrium (L.) Newman è una felce sempreverde con rizomi tozzi e fronde coriacee a forma di lingua appartenente alla famiglia delle Aspleniaceae. Il nome del genere deriva dal greco phyllon (foglia), per la bellezza delle foglie, intere, appariscenti. […]

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Polipodio Meridionale

Polypodium cambricum – Polipodio Meridionale – felce di 10-60 cm. Rizoma filiforme, squamoso, di sapore dolciastro simile alla liquirizia. Foglie a comtorno da triangolare a ovato, lamina pennata con segmenti dentati o incisi sui margini, gli inferiori proiettati in avanti, secche […]

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Felcetta Fragile

Cystopteris fragilis – Felcetta Fragile – Pianta con rizoma corto, gracile (5 mm), sub-eretto, coperto di squame (0,2 -0,4 mm), stipite giallino, paleaceo, alla base più scuro e formante un cespo alto (3-) 10 – 25 cm (-40). Foglie fitte disposte […]

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Citiso delle Eolie

A differenza delle altre specie del genere Cytisus, di dimensioni appena arbustive, il C. aeolicus può raggiungere e superare 8-9 metri di altezza. Le foglie, trifogliate, sono rette da un picciolo lungo 12–18 mm e si presentano villose su […]

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Felce aculeata

Felce aculeata – La Polystichum aculeatum (L.) Roth è una felce tipica europea appartenente alla famiglia delle Aspidiaceae. Il nome del genere Polystichum deriva dal greco polys (molte) e stix (fila), per i sori disposti in più file. Pianta perenne, […]

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Olivo o Ulivo

L’olivo o ulivo (Olea europaea L., 1753) è una pianta da frutto. Originario del Vicino Oriente, è utilizzato fin dall’antichità per l’alimentazione. I suoi frutti, le olive, sono impiegate per l’estrazione dell’olio e, in misura minore, per l’impiego diretto […]

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Coronilla Valentina

La Coronilla valentina è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Leguminose coltivata a scopo ornamentale per la bellezza dei suoi profumatissimi fiori. Caratteristiche: La Coronilla valentina è una pianta arbustiva, alta anche più di 2 metri, a portamento […]

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Ginestra Tirrenica

Genista tyrrhena – Ginestra Tirrenica – In Italia sono presenti 2 sottospecie di Genista tyrrhena Vals. tyrrhena: del Tirreno pontiana: da “Pontus” Ponto, il Mar Nero e le terre che lo circondano: pontico, del Ponto. o anche, nel caso della Genista, […]

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Euforbia Arborea

Euphorbia dendroides – Euforbia Arborea – È diffusa nel bacino del Mediterraneo ad occidente fino alle coste della Spagna mediterranea e ad oriente fino all’Egeo; nel Nord Africa è presente in Algeria ed in Libia. È inoltre presente in Palestina e […]

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Ginestra Gasparrini

Genista Gasparrini – Ginestra Gasparrini – Cespuglio pulvinante alto 25-60 cm, simile a Genista demarcoi, si distingue per le brattee più lunghe (2,5-2,7 mm), il calice più breve (2,8-3,2 mm), con labbro inferiore più o meno uguale al superiore (mentre il […]

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Felce Femmina

Felce Femmina – Athyrium filix-femina (L.) Roth, 1799 è una specie di pianta felciforme appartenente alla famiglia delle Dryopteridaceae. Pianta perenne; foglie lunghe fino a 1 m, 2-3 pennatosette, a contorno oblungo-lanceolato con punta allungata, e segmenti di secondo ordine […]

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Ginestra Efedroide

Genista ephedroides – Ginestra Efedroide – Ha un portamento di arbusto suffruticoso, dritto, molto ramoso; il fusto e i grossi rami sono cilindrici, glabri, striati e lunghi. I rami giovani sono rigidi, spinosi all’estremità, sprovvisti di strie, e coperti, come le […]

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Felce Maschio

La (Dryopteris filix-mas) volgarmente nota come felce maschio è una pianta appartenente alla famiglia delle Dryopteridaceae. È una delle felci più comune nei boschi ombrosi e freschi di castagno e di quercia. Forma rigogliosi cespugli che superano anche 1 […]

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Habitat

Descrizione Habitat

Descrizione degli habitat: Il Formulario Standard Natura 2000 indica, per il SIC “Pineta di S. Iconio”, la presenza di tre habitat di interesse comunitario di cui uno prioritario:

− Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici (9540*) Per quanto riguarda il SIC in oggetto, l’habitat è rappresentato dalle pinete a pino d’Aleppo presenti in maniera estesa e diffusa all’interno del sito Il pino d’Aleppo è una specie eliofila, resistente all’aridità e all’aerosol marino e non ha particolari esigenze di suolo. E’ una specie pioniera che si insedia in cenosi derivanti dalla degradazione della vegetazione dopo incendi ripetuti, dove forma popolamenti più o meno stabili. Il suo adattamento al fuoco è molto spiccato: possiede difatti un gran numero di coni serotini, cioè con schiusa ritardata per vari anni dopo la maturazione, che si aprono tutti insieme sotto l’effetto del calore di un incendio.
− Arbusteti termo‐mediterranei e pre‐desertici (cod. 5330) Si tratta di cenosi piuttosto discontinue la cui fisionomia è determinata sia da specie legnose (Euphorbia dendroides, Chamaerops humilis, Olea europaea, Genista ephedroides, Genista tyrrhena, Genista cilentina, Genista gasparrini, Cytisus aeolicus, Coronilla valentina) che erbacee perenni (Ampelodesmos mautitanicus). Questo habitat è presente all’interno del SIC in maniera diffusa e particolarmente estesa, occupando circa 154 ha pari al 43% del territorio del sito.
− Grotte ancora non sfruttate turisticamente (cod. 8310) Si tratta di grotte non aperte alla fruizione turistica, comprensive di eventuali corpi idrici sotterranei, che ospitano specie altamente specializzate, rare o endemiche. habitat è di primaria importanza nella conservazione di specie animali dell’ Allegato II quali pipistrelli e anfibi. I vegetali fotosintetici si rinvengono solo all’imboccatura delle grotte e sono rappresentati da alcune piante vascolari, briofite e da alghe. Allʹingresso delle grotte possono rinvenirsi poche piante vascolari sciafile, si tratta soprattutto di pteridofite quali Asplenium trichomanes, Phyllitis scolopendrium, Athyrium filix‐foemina, Cystopteris fragilis, Polystichum aculeatum, Dryopteris filix‐mas, Polypodium cambricum, P. vulgare, P. interjectum.

 

Descrizione Sentiero

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Cartografia

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Fauna - Pineta di S. Iconio

Fauna - Pineta di S. Iconio

Flora - Pineta di S. Iconio

Flora - Pineta di S. Iconio

Habitat Pineta di San Iconio

Galleria Fotografica

Pinete Mediterranee di Pini Mesogeni Endemici

Per quanto riguarda il SIC in oggetto, l’habitat è rappresentato dalle pinete a pino d’Aleppo presenti in maniera estesa e diffusa all’interno del sito Il pino d’Aleppo è una specie eliofila, resistente all’aridità e all’aerosol marino e non ha particolari esigenze di suolo. E’ una specie pioniera che si insedia in cenosi derivanti dalla degradazione della vegetazione dopo incendi ripetuti, dove forma popolamenti più o meno stabili. Il suo adattamento al fuoco è molto spiccato: possiede difatti un gran numero di coni serotini, cioè con schiusa ritardata per vari anni dopo la maturazione, che si aprono tutti insieme sotto l’effetto del calore di un incendio.

Nel territorio del SIC questi boschi occupano circa 86 ha (24%) e costituiscono il tipo di vegetazione forestale prevalente. In Cilento la composizione floristica di queste pinete, sia substrati silicei che carbonatici, non si discosta di molto da quella delle leccete presenti su analoghi ambiti litomorfologici e climatici. La sola specie caratteristica di queste pinete è lo stesso pino d’Aleppo, con individui che raggiungono i 12 m e con valori di copertura del 70%. Nello strato arboreo, inoltre, sono presenti Quercus pubescens, Quercus ilex e in qualche caso Quercus cerris. Lo strato arbustivo è dominato da arbusti sempreverdi tipici della macchia mediterranea come Pistacia lentiscus, Phyllirea latifolia, Myrtus communis, Rhamnus alaternus, e caducifogli come Coronilla emerus e Pyrus amygdaliformis. Il sottobosco è poi caratterizzato dalla presenza dell’Erica arborea su terreni flyschoidi. Lo strato erbaceo è particolarmente povero in specie, frequente è la presenza di Asparagus acutifolius. Il pino d’Aleppo è una specie eliofila, resistente all’aridità e all’aerosol marino e non ha particolari esigenze di suolo. E’ una specie pioniera che si insedia in cenosi derivanti dalla degradazione della vegetazione dopo incendi ripetuti, dove forma popolamenti più o meno stabili. Il suo adattamentoal fuoco è molto spiccato: possiede difatti un gran numero di coni serotini, cioè con schiusa ritardata per vari anni dopo la maturazione, che si aprono tutti insieme sotto l’effetto del calore di un incendio.

Arbusteti Termo‐Mediterranei e Pre‐Desertici
Si tratta di cenosi piuttosto discontinue la cui fisionomia è determinata sia da specie legnose (Euphorbia dendroides, Chamaerops humilis, Olea europaea, Genista ephedroides, Genista tyrrhena, Genista cilentina, Genista gasparrini, Cytisus aeolicus, Coronilla valentina) che erbacee perenni (Ampelodesmos mautitanicus). Questo habitat è presente all’interno del SIC in maniera diffusa e particolarmente estesa, occupando circa 154 ha pari al 43% del territorio del sito.
Macchie e Macchie ‐ Foreste ad Erica e Corbezzolo

Questo tipo di vegetazione è presente all’interno del SIC con un lembo poco esteso (circa 1,5 ha) distribuito lungo le pendici settentrionali di “T.pa S. Iconio” a 200 m di quota. All’interno di questa vegetazione sono state riunite le macchie e macchie‐foreste a dominanza di sclerofille sempreverdi particolarmente fitte ed impenetrabili: la macchia da erica e corbezzolo è caratterizzata da un strato arbustivo che raggiunge 1‐1,5 m di altezza, mentre la macchia‐foresta oltre a raggiungere i 6‐8 metri presenta una stratificazione strutturale più evidente ed è caratterizzata da coperture molto elevate. Le macchie‐foreste sono trattate quasi sempre a ceduo, con turni piuttosto ravvicinati e taglio a raso, con rilascio piuttosto sporadico o del tutto assente di qualche matricina, in genere di leccio. La fisionomia di macchia alta viene dunque mantenuta con i tagli ripetuti a cui sono sottoposte queste formazioni; in molte località non più ceduate o nelle quali si sono allungati i turno di taglio, si osserva invece un progressivo aumento della copertura di Quercus ilex. Le macchie basse possono essere dovute sia a stadi di ricrescita dopo la ceduazione sia a stadi post‐incendio, ma anche alla ricolonizzazione di pascoli e zone agricole. La copertura dello strato dominante è sempre del 100% ed è costituito da fitte ceppaie di origine agamica di Erica arborea, Arbutus unedo, Myrtus communis, Pistacia lentiscus e Quercus ilex. In genere subordinata e meno abbondante, la presenza di Phyllirea latifolia e Rhamnus alaternus.

Lo strato lianoso è in genere ben rappresentato per copertura e numero di specie; si rinvengono con frequenza: Smilax aspera, Rubia peregrina, Lonicera implexa, Rosa sempervirens. Nello strato erbaceo, scarsamente sviluppato, si incontrano Pulicaria odora, Ampelodesmos mauritanicus e Carex flacca. Le formazioni a Erica arborea e Arbutus unedo sono tipiche del piano mesomediterraneo subumido/umido, dove rappresentano cenosi di sostituzione dei boschi a Quercus ilex e dei boschi misti di leccio e roverella, verso i quali tendono ad evolvere. Sono diffuse principalmente in una fascia altimetrica compresa tra 50 e 450 m, rinvenendosi sporadicamente a quote maggiori nelle esposizioni meridionali e su versanti particolarmente acclivi.

Macchia Bassa a Lentisco e Mirto
Questo tipo di macchia rappresenta la vegetazione prevalente all’interno del sito con circa 103 ha di superficie occupata (65%). Si tratta di una macchia bassa di altezza variabile tra 0,5 m e 2 m, che forma delle comunità più o meno fitte a seconda delle condizioni geomorfologiche e del disturbo antropico (taglio, incendio ecc…). Le specie più comuni che vanno a costituire lo strato arbustivo dominante sono, Pistacia lentiscus, Phillyrea latifolia, Myrtus communis, Lonicera implexa, Smilax aspera, Clematis flammula. Nello strato erbaceo si rinvengono quasi esclusivamente: Pulicaria odora, Carex flacca, Brachypodium ramosum, Asparagus acutifolius.
Praterie Pseudosteppiche ad Ampelodesma e Iparrenia

Questo tipo di vegetazione è presente all’interno del SIC in maniera diffusa e particolarmente Piano di gestione del Sito di Importanza Comunitaria “Pineta di Sant’Iconio” (IT8050039) estesa, occupando circa 154 ha pari al 43% del territorio del sito. Si tratta di praterie pseudosteppiche dominate da alte graminacee quali Ampelodesmos mauritanicus e Hyparrhenia hirta. Le formazioni di origine secondaria a dominanza di ampelodesma possono presentarsi a copertura rada o densa. Quando vengono raggiunte coperture elevate oltre all’ampelodesma e all’iparrenia divengono abbondanti le seguenti specie: Pistacia lentiscus, Myrtus communis ed Erica arborea, mentre le emicriptofite di piccola taglia e le terofite, tendono a diradarsi. Sono formazioni di origine secondaria legate al passaggio del fuoco; sono in genere il risultato di prolungati e profondi processi di degradazione che hanno portato alla progressiva scomparsa dell’originaria vegetazione arborea e arbustiva che rivestiva questi territori.

Fonti: Blasi, 2005 “Carta Fisionomica della Vegetazione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano” ‐ Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio Direzione per la Protezione della Natura ‐ Dipartimento di Biologia Vegetale Università di Roma “La Sapienza” Piano di gestione del Sito di Importanza Comunitaria “Pineta di Sant’Iconio” (IT8050039).

Grotte Ancora non Sfruttate Turisticamente

Si tratta di grotte non aperte alla fruizione turistica, comprensive di eventuali corpi idrici sotterranei, che ospitano specie altamente specializzate, rare o endemiche. habitat è di primaria importanza nella conservazione di specie animali dell’ Allegato II quali pipistrelli e anfibi. I vegetali fotosintetici si rinvengono solo all’imboccatura delle grotte e sono rappresentati da alcune piante vascolari, briofite e da alghe. Allʹingresso delle grotte possono rinvenirsi poche piante vascolari sciafile, si tratta soprattutto di pteridofite quali Asplenium trichomanes, Phyllitis scolopendrium, Athyrium filix‐foemina, Cystopteris fragilis, Polystichum aculeatum, Dryopteris filix‐mas, Polypodium cambricum, P. vulgare, P. interjectum.


 


Punti di interesse e di valenza ambientale: Torre del Mingardo, Cala del Cefalo, Iazzo sant’Iconio, cenobio Basiliano, Cappella di Sant’Antonio. Informazioni tecniche del sentieroSegnavia: BIANCO ROSSO (FIE) – Punto di partenza: Torre del Mingardo (prima del ponte) – Distanza: 12 km – Durata: 4 ore + soste – Disponibilità acqua: Nessuna – Livello di difficoltà: E – Escursionistico – Nota sul livello di difficoltà: In estate evitare le ore più calde e proteggersi dal sole. Attenzione: In periodi piovosi alcuni tratti del percorso sono fangosi. Altre informazioni utili: Necessario indossare indumenti comodi adatti al periodo e scarpe sportive con suola in gomma non liscia (preferibilmente da trekking).

FONTI:
Blasi, 2005 “Carta Fisionomica della Vegetazione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano” ‐ Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio Direzione per la Protezione della Natura ‐ Dipartimento di Biologia Vegetale Università di Roma “La Sapienza” Piano di gestione del Sito di Importanza Comunitaria “Pineta di Sant’Iconio” (IT8050039)

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