Spiaggia del Mingardo e Scoglio di Cala del Cefalo

SIC Spiaggia del Mingardo e Scoglio di Cala del Cefalo (Cod.IT8050041)

Spiaggia del Mingardo e Scoglio di Cala del Cefalo – Il SIC “Scoglio del Mingardo e spiaggia di Cala del Cefalo”, oltre a rappresentare una delle più belle e suggestive spiagge del territorio costiero del Comune di Camerota, racchiude uno degli ultimi ecosistemi dunali meglio conservati in Italia. La duna svolge un’azione fondamentale nella dinamica costiera perché oltre a protegge la spiaggia dall’erosione costiera, è custode degli habitat che accolgono una varietà di specie di flora e fauna molte delle quali rare e protette. Le peculiarità e l’importanza ambientale rivestita dalla duna di Cala del Cefalo hanno fatto si che essa venisse tutelata a livello Europeo.

Il Ministero dell’Ambiente con D.M. 03/04/2000 ha di fatto inserito questa spiaggia tra i Siti di Importanza Comunitaria identificata attraverso il Codice Internazionale IT8050041 “SIC Scoglio del Mingardo e Spiaggia di Cala del Cefalo”.


 

Fauna

Specie Faunistiche

Gabbiano Corso

Gabbiano Corso – Larus Audounii – La specie è migratrice regolare, svernante e nidificante nella ZPS, che ospita una delle colonie nidificanti più importanti della Campania. La IUCN classifica il gabbiano corso come specie “In pericolo” Specie endemica del Mediterraneo, […]

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Gabbiano Comune

Gabbiano Comune – Specie comune sull’intero territorio costiero di Marina di Camerota soprattutto in inverno. Animale appartenente alla famiglia dei Laridae, a distribuzione eurasiatica. Il suo habitat riproduttivo sono i dossi in lagune salmastre, la riproduzione avviene in aprile-giugno, […]

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Gabbiano Reale Nordico

Gabbiano reale nordico (Larus argentatus) – E’ possibile che il Gabbiano reale nordico possa utilizzare per la sosta e, potenzialmente, per la nidificazione, le falesie rocciose presenti nel SIC, ma è specie molto rara e non sono disponibili dati […]

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Chirotteri

Chirotteri – Le specie di chirotteri presenti sul sito sono due: il Rinolofo maggiore e il Rinolofo minore; questi animali sono protetti dal 1939 da quando, è stata riconosciuta la loro importanza nel contenimento degli insetti considerati “dannosi”. Questi […]

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Gabbiano Roseo

Gabbiano Roseo – Frequenta l’area soltanto occasionalmente, probabilmente attratto dalle capacità trofiche del mare antistante la spiaggia di Cala del Cefalo e, soprattutto in inverno quando il carico antropico è praticamente nullo. Ha dimensioni medio grandi e struttura simile […]

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Rinolofo Maggiore

Rinolofo Maggiore (Rhinolophus ferrumequinum S.) – E’ il più grande Rinolofo europeo; si avvista sul sito durante le ore serali quando è impegnato nella ricerca del cibo, si distingue, oltre che dalle grandi dimensioni, anche per la forma della […]

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Rinolofo Minore

Rinolofo Minore (Rhinolophus hipposideros B.) – E’ il più piccolo dei Rinolofi europei; si distingue oltre che per le ridotte dimensioni anche per il colore della pelliccia che è marrone chiaro con la parte addominale grigio chiaro. I giovani […]

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Flora

Specie Vegetali

Primula di Palinuro

Questa pianta fu descritta per la prima volta da Fabio Colonna già nel 1534 che però non le attribuì un nome; successivamente nel 1787 Vincenzo Petagna, diretto in Calabria fu costretto da una tempesta a fermarsi a Palinuro dove […]

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Pinus Halepensis

Pinus Halepensis – Pino d’Aleppo – Il comprensorio forestale d’origine della pineta costiera di Cala del Cefalo risale all’anno 1000 d.c. quando i Monaci Basiliani, istallatisi sulla adiacente collina di S. Iconio realizzarono l’impianto per ricavarne resina per l’incenso. […]

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Garofano delle Rupi

Nome: Dhiantus Rupicola – Garofano delle Rupi – Questa pianta si può osservare lungo le pareti rocciose che cingono la spiaggia di Cala del Cefalo e sullo scoglio del Mingardo. Il nome rupicola deriva da “rupes” rupe, roccia e […]

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Ginepro Fenicio

Ginepro Fenicio (Juniperus phoenicea L.) Famiglia Cupressaceae. Distribuzione rara e puntiforme. Presente nella macchia mediterranea specialmente su suolo calcareo. Foglie sempreverdi, negli esemplari giovani appiattite e pungenti, negli esemplari adulti squamiformi. Pianta dioica, coni ovidali maschili, globosi i femminili. […]

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Giglio di Mare

Pancratium Maritimum – Giglio di mare – Il Pancratium maritimum L. vegeta e si sviluppa all’inizio della primavera, in questo periodo le lunghe radici sono in grado di raggiungere la falda freatica, prima che il caldo estivo prosciughi le […]

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Habitat

Descrizione Habitat

La duna di Cala del Cefalo ha una straordinaria importanza ecologica in quanto è una delle poche rimaste in Italia ove è possibile osservare tutti i microambienti che caratterizzano un sistema dunale integro. Essa è fondamentale anche nella dinamica costiera proteggendo la spiaggia dall’erosione, ed è costituita da importanti habitat che accolgono una varietà di specie di flora e fauna molte delle quali rare e protette. In poche decine di metri troviamo diverse fasce vegetazionali, come evidenziato dal transetto vegetazionale sottostante:

(A) spiaggia nuda dove è possibile trovare l’habitat tutelato 1210 “Vegetazione annua delle linee di deposito marine”. (B) duna bianca embrionale, corrispondente all’habitat tutelato 2110 “Dune mobili embrionali”. (C) duna grigia cespugliosa, corrispondente all’habitat tutelato 2250* “Dune costiere con Juniperus spp”. (D) duna boscata, corrispondente all’habitat tutelato 2270* “Dune boscate con Pinus pinea e/o Pinus pinaster”. (E) retroduna con laguna costiera e vegetazione tipica delle zone umide. Questi habitat rappresentano associazioni vegetali (insieme di piante di specie diverse adatte a vivere in un determinato ambiente) e si distribuiscono in fasce parallele man mano che ci si allontana dalla linea di battaglia; e sono “Prioritari”, ossia rischiano di scomparire nel territorio europeo e verso i quali la Comunità Europea ha una responsabilità particolare per favorire la rapida attuazione di misure volte a garantire la conservazione. Cliccando sulla sezione “Habitat” potrete identificare e conoscere da vicino le varie associazioni che compongono il sistema dunale di Cala del Cefalo.

Habitat di interesse comunitario segnalati nella Scheda Natura 2000 del SIC “Scoglio del Mingardo e spiaggia di Cala del Cefalo” (cod. IT8050041). Spiaggia del Mingardo e Scoglio di Cala del Cefalo!

1210 – Vegetazione annua delle linee di deposito marine: Questa vegetazione effimera non si instaura sul rilevato dunale, ma tra i depositi marini rilasciati sull’arenile dal moto ondoso, in prossimità della battigia dove il materiale organico portato dalle onde si accumula e si decompone creando un substrato ricco di sali marini e di sostanza organica in decomposizione. L’habitat è diffuso lungo tutti i litorali sedimentari italiani e del Mediterraneo dove si sviluppa in contatto con la zona afitoica, in quanto periodicamente raggiunta dalle onde, e, verso l’entroterra, con le formazioni psammofile perenni.

2110 – Dune mobili embrionali: E il tratto di duna più prossima al mare ed è caratterizzata da terofite alo-nitrofile, piante annuali che prediligono i suoli sabbiosi ricchi di materiale organico spiaggiato dalle onde. L’habitat è determinato dalle comunità pioniere di copertura più o meno elevata. I venti forti e le burrasche determinano instabilità della vegetazione che viene sostituita parzialmente da terofite provenienti dalla vegetazione che colonizza la prima parte della spiaggia.

2120 – Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (dune bianche): L’associazione tipica è lo Sporobolo arenarii-Agropyretum juncei, formazione semistabile costituita da gramigna delle spiagge (Sporobolus pungens), agropiro iunceiforme (Agropyron junceum ssp. mediterraneum), graminacea stolonifera, tipicamente psammofila, che consente l’edificazione delle dune.

2270: Dune boscate con Pinus pinea e Pinus pinaster: Nelle aree post-dunali, il suolo più ricco quindi capace di trattenere più acqua ha consentito alle piante silvestri di avviare un processo di “successione” verso associazioni più stabili ed evolute come la fustaia disetanea, che sulla duna di cala del Cefalo è rappresentata dal pino d’Aleppo Pinus halepensis con sottobosco a Juniperus phoenicea che riveste circa 8,5 ha di superficie.

1240 – Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee (con Limonio spp. endemico): Tale vegetazione è caratterizzata dalla presenza di specie dall’elevato rilievo conservazionistico e biogeografico, favorita dal relativo isolamento ecologico di tali ambienti.Le specie di maggior rilievo segnalate all’interno del SIC, infatti, sono tutte tipiche di ambienti costieri rocciosi (Primula palinuri, Dianthus rupicola, Limonium remotispiculum, Centaurea cineraria ssp. cineraria).

Spiaggia del Mingardo e Scoglio di Cala del Cefalo

Descrizione Sentiero

Spiaggia del Mingardo e Scoglio di Cala del Cefalo

Cartografia

Spiaggia del Mingardo e Scoglio di Cala del Cefalo

Azioni di Tutela

Spiaggia del Mingardo e Scoglio di Cala del Cefalo

Sentiero su Cartografia

Spiaggia del Mingardo e Scoglio di Cala del Cefalo

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Spiaggia del Mingardo e Scoglio di Cala del Cefalo

Ed. Ambientale




Fauna - Scoglio del Mingardo e spiaggia di Cala del Cefalo

Galleria Fotografica

Flora - Scoglio del Mingardo e spiaggia di Cala del Cefalo

Galleria Fotografica

Habitat - Scoglio del Mingardo e spiaggia di Cala del Cefalo

Galleria Fotografica



Su questo SIC è stato realizzato un intervento di salvaguardia ad opera dell’Ente Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano mediante un progetto LIFE “Cilento in Rete”, che ha riguardato:
– la delimitazione di aree sensibili, per favorire il recupero e l’accrescimento della vegetazione dunale; – la realizzazione di passerelle sopraelevate, per evitare il calpestio; l’istallazione di barriere frangivento in legno per favorire l’accrescimento e la stabilizzazione del fronte dunale; — interventi di selvicoltura sostenibile volti al recupero ambientale e a favorire la rinnovazione della pineta di Pinus halepens e l’istallazione di cartelli illustrativi per consentire al visitatore di conoscere gli aspetti vegetali e faunistici di questo prezioso ecosistema.




Pineta di San Iconio

SIC Pineta di San Iconio (IT8050039)

Pineta di San Iconio – che confina nella sua parte occidentale con il SIC Pareti Rocciose di Cala del Cefalo (IT8050038), rappresenta uno dei pochi esempi di pineta a Pino d’Aleppo Pinus halepensis della Campania di origine naturale e non antropica. Oltre a questa specie, il sito annovera la presenza di alti due habitat di interesse comunitario: Arbusteti termo‐mediterranei e pre‐desertici e Grotte ancora non sfruttate turisticamente. La fauna del sito è costituita principalmente da uccelli e chirotteri. Nell’area è inoltre presente il Cervone Elaphe quatuorlineata. Tra gli invertebrati di particolare interesse conservazionistico si segnala la presenza dell’odonato Oxygastra curtisii.



Fauna

Specie Faunistiche

Descrizione Fauna: Il Formulario Standard Natura 2000 indica, per il SIC “Pineta di S. Iconio”, la presenza di tre habitat di interesse comunitario di cui uno prioritario:

Coluber Viridiflavus

Il biacco (Hierophis viridiflavus (Lacépède, 1789)), precedentemente classificato come Coluber viridiflavus è un serpente frequente nelle campagne e nei giardini, sia in terreni rocciosi, secchi e soleggiati, sia in luoghi più umidi come le praterie e le rive dei […]

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Averla Piccola

Nome comune: AVERLA PICCOLA Specie: Lanius collurio La popolazione nidificante in Italia dovrebbe essere compresa 50.000 – 120.000, coppie, sebbene per il nostro paese si tratti solo di una stima approssimativa. In inverno migra nei quartieri di svernamento situati […]

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Rinolofo Maggiore

Rinolofo Maggiore (Rhinolophus ferrumequinum S.) – E’ il più grande Rinolofo europeo; si avvista sul sito durante le ore serali quando è impegnato nella ricerca del cibo, si distingue, oltre che dalle grandi dimensioni, anche per la forma della […]

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Oxygastra Curtisii

Famiglia: Cordulidi Specie: Oxygastra curtisi (Dale, 1834) E’ l’unica rappresentante europea del genere Odonati. Gli adulti si osservano dalla fine di maggio all’inizio di agosto presso le zone alberate prospicienti i corsi d’acqua od anche bacini artificiali. La specie […]

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Coracias Garrulus

Coracias Garrulus – Il petto e il ventre sono di colore azzurro turchese, come pure il capo, mentre il dorso appare tinto di castano chiaro, eccetto il codrione e la parte superiore della coda che sono di colore blu […]

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Cinghiale

Sus scrofa (Cinghiale) – Gli esemplari adulti misurano fino a 180 cm di lunghezza, per un’altezza al garrese che può sfiorare il metro ed un peso massimo di un quintale circa. Sussistono tuttavia grandi variazioni di dimensioni e peso […]

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Triturus Italicus

Triturus Italicus – È un tritone di aspetto esile, lungo non oltre 8 cm, con testa piccola e squadrata ed una cresta ghiandolare su entrambi i lati della schiena. Ha una coda sottile, lunga circa quanto il resto del […]

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Balia dal Collare

Nome comune: BALIA DAL COLLARE Specie: Ficedula albicollis (Temminck, 1815) Si ritiene che in Italia possano nidificare 1 2.000 – 4.000 coppie in. E’ considerata “A più basso rischio” nella Lista Rossa italiana. Il SIC è situato fuori areale […]

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Hyla Italica

Hyla Italica – È una raganella di dimensioni medio-piccole, che raggiunge una lunghezza di 4-5 cm. Per molti versi è estremamente simile a Hyla arborea: la colorazione del dorso è di colore verde brillante, con ventre biancastro nettamente demarcato […]

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Apodemus Sylvaticus

Apodemus Sylvaticus – Il topo selvatico è diffuso, con numerose sottospecie (Apodemus sylvaticus arianus, Apodemus sylvaticus callipides, Apodemus sylvaticus ciscaucasicus, Apodemus sylvaticus dichrurus, Apodemus tauricus geminae, Apodemus sylvaticus microtis, Apodemus sylvaticus milleri, Apodemus sylvaticus orestes, Apodemus sylvaticus sylvaticus, Apodemus […]

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Glis glis Ghiro

Glis glis Ghiro – Lungo circa 30 centimetri di cui 13 (circa) di coda, pesa in media 75 grammi. Ha una pelliccia di colore grigio castano sul dorso, mentre il ventre è bianco; il muso è caratterizzato da due […]

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Ghiandaia Marina

Nome comune: GHIANDAIA MARINA Specie: Coracias garrulus (Linnaeus, 1758) La specie frequenta il SIC durante i periodi di migrazione (autunno e primavera) ed è ritenuta rara; data l’ubicazione del SIC all’interno dell’areale riproduttivo della specie e la presenza di […]

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Apodemus Flavicollis

Apodemus flavicollis – Il topo selvatico dal collo giallo o topo selvatico a collo giallo o semplicemente topo selvatico collo giallo (Apodemus flavicollis Melchior, 1834) è un mammifero roditore della famiglia dei Muridi. Con cinque sottospecie accertate (Apodemus flavicollis […]

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Rhinolophus

Nome: Rhinolophus – Le specie di chirotteri presenti sul sito sono due: il Rinolofo maggiore e il Rinolofo minore; questi animali sono protetti dal 1939 da quando, è stata riconosciuta la loro importanza nel contenimento degli insetti considerati “dannosi”. […]

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Elaphe Quatuorlineata

Elaphe Quatuorlineata – È il più lungo serpente italiano ed uno tra i più lunghi d’Europa. La sua lunghezza può variare dagli 80 ai 240 cm, anche se raramente supera i 160. È di colore bruno-giallastro con le caratteristiche quattro […]

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Vispera Aspis

Vispera Aspis – Lunga al massimo 94 cm, (mediamente sui 60–65 cm.), presenta testa più o meno distinta dal collo, con l’apice del muso leggermente rivolto all’insù, ed occhi di dimensione media con la pupilla verticale ellittica. La coda […]

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Rinolofo Minore

Rinolofo Minore (Rhinolophus hipposideros B.) – E’ il più piccolo dei Rinolofi europei; si distingue oltre che per le ridotte dimensioni anche per il colore della pelliccia che è marrone chiaro con la parte addominale grigio chiaro. I giovani […]

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Vulpes Vulpes

Vulpes Vulpes Volpe – La volpe rossa è originaria dell’emisfero settentrionale. È presente in tutta la regione Paleartica, dall’Irlanda allo Stretto di Bering; il suo areale si estende poi verso sud in Giappone, Cina e regioni più settentrionali di […]

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Coronella Austriaca

Coronella Austriaca – Vive in Europa centrale e del nord, e ad est fino alle regioni nordiche dell’Iran. In Italia è presente in tutte le regioni, più frequentemente nei boschi o nelle aree di golena. Si trova dal livello […]

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Arvicola Rossastra

Arvicola Rossastra – Con numerose sottospecie (Myodes glareolus alstoni, Myodes glareolus britannicus, Myodes glareolus caersarius, Myodes glareolus curcio, Myodes glareolus erica, Myodes glareolus garganicus, Myodes glareolus glareolus, Myodes glareolus hallucalis, Myodes glareolus helveticus, Myodes glareolus istericus, Myodes glareolus nageri, […]

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Cervone

Nome: CERVONE Specie: Elaphe quatuorlineata La specie è segnalata nel Formulario Standard della ZPS ma la sua presenza non è stata confermata dalle indagini di campo. L’ Elaphe quatuorlineata, è uno dei più grandi serpenti italiani, infatti seppur di […]

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Bufo Viridis

Bufo Viridis – È più piccolo del rospo comune (Bufo bufo), infatti raggiunge al massimo i 10 cm, restando più frequentemente attorno ai 7 cm. La colorazione è molto variabile: marrone o bianco con chiazze verde smeraldo. Frequentemente la […]

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Pipistrello Nano

Pipistrello Nano – Pipistrello di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 36 e 51 mm, la lunghezza dell’avambraccio tra 28 e 34 mm, la lunghezza della coda tra 23 e 36 mm, la lunghezza […]

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Ficedula Albicollis

Ficedula Albicollis – È un passeriforme con una lunghezza media di 13 cm e un peso di 10 g. L’apertura alare e di circa 24 cm. Il piumaggio primaverile del maschio è nero sulla testa e sulle parti superiori […]

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Flora

Specie Vegetali

Descrizione Flora: Il Formulario Standard Natura 2000 indica, per il SIC “Pineta di S. Iconio”, la presenza di tre habitat di interesse comunitario di cui uno prioritario:

Felcetta Fragile

Cystopteris fragilis – Felcetta Fragile – Pianta con rizoma corto, gracile (5 mm), sub-eretto, coperto di squame (0,2 -0,4 mm), stipite giallino, paleaceo, alla base più scuro e formante un cespo alto (3-) 10 – 25 cm (-40). Foglie fitte disposte […]

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Asplenio

Asplenium trichomanes – Asplenio – L’asplenio (Asplenium trichomanes) è una pianta perenne rizomatosa, capace di vivere nelle fenditure della roccia. Asplenio dal greco splen (milza) per la credenza degli antichi che alcune specie di queste felci avessero la virtù di guarire […]

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Coronilla Valentina

La Coronilla valentina è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Leguminose coltivata a scopo ornamentale per la bellezza dei suoi profumatissimi fiori. Caratteristiche: La Coronilla valentina è una pianta arbustiva, alta anche più di 2 metri, a portamento […]

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Felce Femmina

Felce Femmina – Athyrium filix-femina (L.) Roth, 1799 è una specie di pianta felciforme appartenente alla famiglia delle Dryopteridaceae. Pianta perenne; foglie lunghe fino a 1 m, 2-3 pennatosette, a contorno oblungo-lanceolato con punta allungata, e segmenti di secondo ordine […]

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Palma Nana

La palma nana (Chamaerops humilis L., 1753), comunemente nota anche come palma di San Pietro, è una pianta della famiglia delle Arecaceae, unica specie del genere Chamaerops. È una specie tipica della macchia mediterranea. Portamento: Si presenta come un […]

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Olivo o Ulivo

L’olivo o ulivo (Olea europaea L., 1753) è una pianta da frutto. Originario del Vicino Oriente, è utilizzato fin dall’antichità per l’alimentazione. I suoi frutti, le olive, sono impiegate per l’estrazione dell’olio e, in misura minore, per l’impiego diretto […]

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Citiso delle Eolie

A differenza delle altre specie del genere Cytisus, di dimensioni appena arbustive, il C. aeolicus può raggiungere e superare 8-9 metri di altezza. Le foglie, trifogliate, sono rette da un picciolo lungo 12–18 mm e si presentano villose su […]

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Ginestra del Cilento

Genista Cilentina – Ginestra del Cilento – È una pianta perenne a portamento arbustivo eretto, ramoso, a rami rigidi, striati, pelosi da giovani, subverticillati, ottusi. Le foglie, sono trifogliolate (le superiori, spesso, unifogliolate), lineari, pelose, ottuse. Fiorisce tra aprile […]

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Scolopendria Comune

Phyllitis scolopendrium (L.) Newman è una felce sempreverde con rizomi tozzi e fronde coriacee a forma di lingua appartenente alla famiglia delle Aspleniaceae. Il nome del genere deriva dal greco phyllon (foglia), per la bellezza delle foglie, intere, appariscenti. […]

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Ginestra Tirrenica

Genista tyrrhena – Ginestra Tirrenica – In Italia sono presenti 2 sottospecie di Genista tyrrhena Vals. tyrrhena: del Tirreno pontiana: da “Pontus” Ponto, il Mar Nero e le terre che lo circondano: pontico, del Ponto. o anche, nel caso della Genista, […]

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Ginestra Gasparrini

Genista Gasparrini – Ginestra Gasparrini – Cespuglio pulvinante alto 25-60 cm, simile a Genista demarcoi, si distingue per le brattee più lunghe (2,5-2,7 mm), il calice più breve (2,8-3,2 mm), con labbro inferiore più o meno uguale al superiore (mentre il […]

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Polipodio Meridionale

Polypodium cambricum – Polipodio Meridionale – felce di 10-60 cm. Rizoma filiforme, squamoso, di sapore dolciastro simile alla liquirizia. Foglie a comtorno da triangolare a ovato, lamina pennata con segmenti dentati o incisi sui margini, gli inferiori proiettati in avanti, secche […]

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La Felce Dolce

Polypodium vulgare – La Felce Dolce – La felce dolce o falsa liquirizia (Polypodium vulgare L.) è una piccola felce della famiglia delle Polypodiaceae. Il nome comune deriva dal sapore dolciastro del rizoma, simile a quello della liquirizia, usato in fitoterapia […]

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Felce aculeata

Felce aculeata – La Polystichum aculeatum (L.) Roth è una felce tipica europea appartenente alla famiglia delle Aspidiaceae. Il nome del genere Polystichum deriva dal greco polys (molte) e stix (fila), per i sori disposti in più file. Pianta perenne, […]

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Felce Maschio

La (Dryopteris filix-mas) volgarmente nota come felce maschio è una pianta appartenente alla famiglia delle Dryopteridaceae. È una delle felci più comune nei boschi ombrosi e freschi di castagno e di quercia. Forma rigogliosi cespugli che superano anche 1 […]

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Ginestra Efedroide

Genista ephedroides – Ginestra Efedroide – Ha un portamento di arbusto suffruticoso, dritto, molto ramoso; il fusto e i grossi rami sono cilindrici, glabri, striati e lunghi. I rami giovani sono rigidi, spinosi all’estremità, sprovvisti di strie, e coperti, come le […]

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Euforbia Arborea

Euphorbia dendroides – Euforbia Arborea – È diffusa nel bacino del Mediterraneo ad occidente fino alle coste della Spagna mediterranea e ad oriente fino all’Egeo; nel Nord Africa è presente in Algeria ed in Libia. È inoltre presente in Palestina e […]

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Habitat

Descrizione Habitat

Descrizione degli habitat: Il Formulario Standard Natura 2000 indica, per il SIC “Pineta di S. Iconio”, la presenza di tre habitat di interesse comunitario di cui uno prioritario:

− Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici (9540*) Per quanto riguarda il SIC in oggetto, l’habitat è rappresentato dalle pinete a pino d’Aleppo presenti in maniera estesa e diffusa all’interno del sito Il pino d’Aleppo è una specie eliofila, resistente all’aridità e all’aerosol marino e non ha particolari esigenze di suolo. E’ una specie pioniera che si insedia in cenosi derivanti dalla degradazione della vegetazione dopo incendi ripetuti, dove forma popolamenti più o meno stabili. Il suo adattamento al fuoco è molto spiccato: possiede difatti un gran numero di coni serotini, cioè con schiusa ritardata per vari anni dopo la maturazione, che si aprono tutti insieme sotto l’effetto del calore di un incendio.
− Arbusteti termo‐mediterranei e pre‐desertici (cod. 5330) Si tratta di cenosi piuttosto discontinue la cui fisionomia è determinata sia da specie legnose (Euphorbia dendroides, Chamaerops humilis, Olea europaea, Genista ephedroides, Genista tyrrhena, Genista cilentina, Genista gasparrini, Cytisus aeolicus, Coronilla valentina) che erbacee perenni (Ampelodesmos mautitanicus). Questo habitat è presente all’interno del SIC in maniera diffusa e particolarmente estesa, occupando circa 154 ha pari al 43% del territorio del sito.
− Grotte ancora non sfruttate turisticamente (cod. 8310) Si tratta di grotte non aperte alla fruizione turistica, comprensive di eventuali corpi idrici sotterranei, che ospitano specie altamente specializzate, rare o endemiche. habitat è di primaria importanza nella conservazione di specie animali dell’ Allegato II quali pipistrelli e anfibi. I vegetali fotosintetici si rinvengono solo all’imboccatura delle grotte e sono rappresentati da alcune piante vascolari, briofite e da alghe. Allʹingresso delle grotte possono rinvenirsi poche piante vascolari sciafile, si tratta soprattutto di pteridofite quali Asplenium trichomanes, Phyllitis scolopendrium, Athyrium filix‐foemina, Cystopteris fragilis, Polystichum aculeatum, Dryopteris filix‐mas, Polypodium cambricum, P. vulgare, P. interjectum.

 

Descrizione Sentiero

Descrizione Sentiero

Cartografia

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Fauna - Pineta di S. Iconio

Fauna - Pineta di S. Iconio

Flora - Pineta di S. Iconio

Flora - Pineta di S. Iconio

Habitat Pineta di San Iconio

Galleria Fotografica



Pinete Mediterranee di Pini Mesogeni Endemici

Per quanto riguarda il SIC in oggetto, l’habitat è rappresentato dalle pinete a pino d’Aleppo presenti in maniera estesa e diffusa all’interno del sito Il pino d’Aleppo è una specie eliofila, resistente all’aridità e all’aerosol marino e non ha particolari esigenze di suolo. E’ una specie pioniera che si insedia in cenosi derivanti dalla degradazione della vegetazione dopo incendi ripetuti, dove forma popolamenti più o meno stabili. Il suo adattamento al fuoco è molto spiccato: possiede difatti un gran numero di coni serotini, cioè con schiusa ritardata per vari anni dopo la maturazione, che si aprono tutti insieme sotto l’effetto del calore di un incendio.

Nel territorio del SIC questi boschi occupano circa 86 ha (24%) e costituiscono il tipo di vegetazione forestale prevalente. In Cilento la composizione floristica di queste pinete, sia substrati silicei che carbonatici, non si discosta di molto da quella delle leccete presenti su analoghi ambiti litomorfologici e climatici. La sola specie caratteristica di queste pinete è lo stesso pino d’Aleppo, con individui che raggiungono i 12 m e con valori di copertura del 70%. Nello strato arboreo, inoltre, sono presenti Quercus pubescens, Quercus ilex e in qualche caso Quercus cerris. Lo strato arbustivo è dominato da arbusti sempreverdi tipici della macchia mediterranea come Pistacia lentiscus, Phyllirea latifolia, Myrtus communis, Rhamnus alaternus, e caducifogli come Coronilla emerus e Pyrus amygdaliformis. Il sottobosco è poi caratterizzato dalla presenza dell’Erica arborea su terreni flyschoidi. Lo strato erbaceo è particolarmente povero in specie, frequente è la presenza di Asparagus acutifolius. Il pino d’Aleppo è una specie eliofila, resistente all’aridità e all’aerosol marino e non ha particolari esigenze di suolo. E’ una specie pioniera che si insedia in cenosi derivanti dalla degradazione della vegetazione dopo incendi ripetuti, dove forma popolamenti più o meno stabili. Il suo adattamentoal fuoco è molto spiccato: possiede difatti un gran numero di coni serotini, cioè con schiusa ritardata per vari anni dopo la maturazione, che si aprono tutti insieme sotto l’effetto del calore di un incendio.


Arbusteti Termo‐Mediterranei e Pre‐Desertici
Si tratta di cenosi piuttosto discontinue la cui fisionomia è determinata sia da specie legnose (Euphorbia dendroides, Chamaerops humilis, Olea europaea, Genista ephedroides, Genista tyrrhena, Genista cilentina, Genista gasparrini, Cytisus aeolicus, Coronilla valentina) che erbacee perenni (Ampelodesmos mautitanicus). Questo habitat è presente all’interno del SIC in maniera diffusa e particolarmente estesa, occupando circa 154 ha pari al 43% del territorio del sito.

Macchie e Macchie ‐ Foreste ad Erica e Corbezzolo

Questo tipo di vegetazione è presente all’interno del SIC con un lembo poco esteso (circa 1,5 ha) distribuito lungo le pendici settentrionali di “T.pa S. Iconio” a 200 m di quota. All’interno di questa vegetazione sono state riunite le macchie e macchie‐foreste a dominanza di sclerofille sempreverdi particolarmente fitte ed impenetrabili: la macchia da erica e corbezzolo è caratterizzata da un strato arbustivo che raggiunge 1‐1,5 m di altezza, mentre la macchia‐foresta oltre a raggiungere i 6‐8 metri presenta una stratificazione strutturale più evidente ed è caratterizzata da coperture molto elevate. Le macchie‐foreste sono trattate quasi sempre a ceduo, con turni piuttosto ravvicinati e taglio a raso, con rilascio piuttosto sporadico o del tutto assente di qualche matricina, in genere di leccio. La fisionomia di macchia alta viene dunque mantenuta con i tagli ripetuti a cui sono sottoposte queste formazioni; in molte località non più ceduate o nelle quali si sono allungati i turno di taglio, si osserva invece un progressivo aumento della copertura di Quercus ilex. Le macchie basse possono essere dovute sia a stadi di ricrescita dopo la ceduazione sia a stadi post‐incendio, ma anche alla ricolonizzazione di pascoli e zone agricole. La copertura dello strato dominante è sempre del 100% ed è costituito da fitte ceppaie di origine agamica di Erica arborea, Arbutus unedo, Myrtus communis, Pistacia lentiscus e Quercus ilex. In genere subordinata e meno abbondante, la presenza di Phyllirea latifolia e Rhamnus alaternus.

Lo strato lianoso è in genere ben rappresentato per copertura e numero di specie; si rinvengono con frequenza: Smilax aspera, Rubia peregrina, Lonicera implexa, Rosa sempervirens. Nello strato erbaceo, scarsamente sviluppato, si incontrano Pulicaria odora, Ampelodesmos mauritanicus e Carex flacca. Le formazioni a Erica arborea e Arbutus unedo sono tipiche del piano mesomediterraneo subumido/umido, dove rappresentano cenosi di sostituzione dei boschi a Quercus ilex e dei boschi misti di leccio e roverella, verso i quali tendono ad evolvere. Sono diffuse principalmente in una fascia altimetrica compresa tra 50 e 450 m, rinvenendosi sporadicamente a quote maggiori nelle esposizioni meridionali e su versanti particolarmente acclivi.




Macchia Bassa a Lentisco e Mirto
Questo tipo di macchia rappresenta la vegetazione prevalente all’interno del sito con circa 103 ha di superficie occupata (65%). Si tratta di una macchia bassa di altezza variabile tra 0,5 m e 2 m, che forma delle comunità più o meno fitte a seconda delle condizioni geomorfologiche e del disturbo antropico (taglio, incendio ecc…). Le specie più comuni che vanno a costituire lo strato arbustivo dominante sono, Pistacia lentiscus, Phillyrea latifolia, Myrtus communis, Lonicera implexa, Smilax aspera, Clematis flammula. Nello strato erbaceo si rinvengono quasi esclusivamente: Pulicaria odora, Carex flacca, Brachypodium ramosum, Asparagus acutifolius.

Praterie Pseudosteppiche ad Ampelodesma e Iparrenia

Questo tipo di vegetazione è presente all’interno del SIC in maniera diffusa e particolarmente Piano di gestione del Sito di Importanza Comunitaria “Pineta di Sant’Iconio” (IT8050039) estesa, occupando circa 154 ha pari al 43% del territorio del sito. Si tratta di praterie pseudosteppiche dominate da alte graminacee quali Ampelodesmos mauritanicus e Hyparrhenia hirta. Le formazioni di origine secondaria a dominanza di ampelodesma possono presentarsi a copertura rada o densa. Quando vengono raggiunte coperture elevate oltre all’ampelodesma e all’iparrenia divengono abbondanti le seguenti specie: Pistacia lentiscus, Myrtus communis ed Erica arborea, mentre le emicriptofite di piccola taglia e le terofite, tendono a diradarsi. Sono formazioni di origine secondaria legate al passaggio del fuoco; sono in genere il risultato di prolungati e profondi processi di degradazione che hanno portato alla progressiva scomparsa dell’originaria vegetazione arborea e arbustiva che rivestiva questi territori.

Fonti: Blasi, 2005 “Carta Fisionomica della Vegetazione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano” ‐ Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio Direzione per la Protezione della Natura ‐ Dipartimento di Biologia Vegetale Università di Roma “La Sapienza” Piano di gestione del Sito di Importanza Comunitaria “Pineta di Sant’Iconio” (IT8050039).


Grotte Ancora non Sfruttate Turisticamente

Si tratta di grotte non aperte alla fruizione turistica, comprensive di eventuali corpi idrici sotterranei, che ospitano specie altamente specializzate, rare o endemiche. habitat è di primaria importanza nella conservazione di specie animali dell’ Allegato II quali pipistrelli e anfibi. I vegetali fotosintetici si rinvengono solo all’imboccatura delle grotte e sono rappresentati da alcune piante vascolari, briofite e da alghe. Allʹingresso delle grotte possono rinvenirsi poche piante vascolari sciafile, si tratta soprattutto di pteridofite quali Asplenium trichomanes, Phyllitis scolopendrium, Athyrium filix‐foemina, Cystopteris fragilis, Polystichum aculeatum, Dryopteris filix‐mas, Polypodium cambricum, P. vulgare, P. interjectum.




 


Punti di interesse e di valenza ambientale: Torre del Mingardo, Cala del Cefalo, Iazzo sant’Iconio, cenobio Basiliano, Cappella di Sant’Antonio. Informazioni tecniche del sentieroSegnavia: BIANCO ROSSO (FIE) – Punto di partenza: Torre del Mingardo (prima del ponte) – Distanza: 12 km – Durata: 4 ore + soste – Disponibilità acqua: Nessuna – Livello di difficoltà: E – Escursionistico – Nota sul livello di difficoltà: In estate evitare le ore più calde e proteggersi dal sole. Attenzione: In periodi piovosi alcuni tratti del percorso sono fangosi. Altre informazioni utili: Necessario indossare indumenti comodi adatti al periodo e scarpe sportive con suola in gomma non liscia (preferibilmente da trekking).

FONTI:
Blasi, 2005 “Carta Fisionomica della Vegetazione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano” ‐ Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio Direzione per la Protezione della Natura ‐ Dipartimento di Biologia Vegetale Università di Roma “La Sapienza” Piano di gestione del Sito di Importanza Comunitaria “Pineta di Sant’Iconio” (IT8050039)




Monte Bulgheria

SIC Monte Bulgheria (Cod.IT8050023)

Descrizione ambientale e sentiero naturalistico: Il Bulgheria è uno scrigno di Biodiversità, con ecosistemi preziosi per molte specie vegetali e animali, e rappresenta la roccaforte meridionale del Parco che consente agli appennini di toccare il mare. La passeggiata permette di salire ai 1225 metri del Monte Bulgheria, e di ammirare gli straordinari panorami della costa Cilentana e del golfo di Policastro. L’itinerario presenta qualche difficoltà in alcuni passaggi su roccia. Il punto di partenza è a monte dell’abitato di San Giovanni a Piro, raggiungibile seguendo la Statale 562. Giunti alla fine del paese, si gira a destra (indicazione “campo sportivo”) e si imbocca, a sinistra, una sterrata, bordata da un muretto, che si risale per poche decine di metri fino al punto in cui si lascia l’auto (547 metri). L´attacco è segnalato solo da un segnavia bianco-rosso. Da qui si inizia a salire lungo un sentiero sterrato, poi, superato un abbeveratoio, il sentiero è ben tracciato. A q. 700 m circa si incontra la sorgente Remìte (fontanina), quindi il sentiero prosegue a mezza costa con una diversi tornanti, fra la vegetazione di macchia mediterranea dove è possibile osservare anche imponenti cespi di (Ampelodesmos mauritanicus) Tagliamani, pianta dai diversi usi detta in Cilento erba spartea, dalle sue foglie si produceva un tempo una corda molto resistente utilizzata nelle imbarcazioni e per la coltivazione dei mitili, dagli steli sottili, resistenti e lisci della spiga si ottenevano cesti e vassoi detti spaselle, utilizzate ancora oggi per l’essicazione dei “fichi bianchi del Cilento” una delle DOP cilentane da assaggiare. Tra i cespi di erba spartea è possibile rinvenire esemplari di Galatea italica, (Melanargia arge), lepidottero endemico dell’Italia centro-meridionale, molto raro, inserito nel inserita nella lista rossa Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) tra le specie a rischio estinzione, infatti nel corso degli ultimi decenni la specie si è estinta da molte delle località occupate in passato (Prola G. e C., 1990) la sua rarità ha fatto si che venisse raffigurata su un francobollo nel 1996. Il monte Bulgheria ha preso il nome dai soldati Bulgari, giunti una prima volta nel Cilento nel 553 a seguito del generale longobardo Narsete impegnato nella guerra gotica; e , intorno al VIII-IX secolo, si spostarono nella zona del Monte Bulgheria (che dai Bulgari prende il nome) e, con gli abitanti locali, diedero vita ai borghi di Acquavena (frazione di Roccagloriosa) e Celle di Bulgheria.



Fauna

Specie Faunistiche

Miniottero Comune

Miniopterus schreibersii (Miniottero Comune) Pipistrello di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 47 e 63 mm, la lunghezza dell’avambraccio tra 42 e 51 mm, la lunghezza della coda tra 56 e 64 mm, la lunghezza del piede tra […]

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Melanargia Arge

Specie: Galatea italica Melanargia arge (Sulzer, 1776) Lepidottero endemico dell’Italia centro-meridionale, molto raro, inserito nel inserita nella lista rossa Iucn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) tra le specie a rischio estinzione, infatti nel corso degli ultimi decenni […]

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Beccaccia

Scolopax rusticola – Beccaccia Nella ZPS è migratore regolare e in alcuni casi si sofferma nell’area anche per svernare. In Italia è comune come uccello di passo invernale, e solo raramente estivo. Di solito nidifica in primavera nei boschi […]

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Cervone

Nome: CERVONE Specie: Elaphe quatuorlineata La specie è segnalata nel Formulario Standard della ZPS ma la sua presenza non è stata confermata dalle indagini di campo. L’ Elaphe quatuorlineata, è uno dei più grandi serpenti italiani, infatti seppur di […]

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Vulpes Vulpes

Vulpes Vulpes Volpe – La volpe rossa è originaria dell’emisfero settentrionale. È presente in tutta la regione Paleartica, dall’Irlanda allo Stretto di Bering; il suo areale si estende poi verso sud in Giappone, Cina e regioni più settentrionali di […]

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Albanella Reale

Nome comune: ALBANELLA REALE Specie: Circus cyaneus (Linnaeus, 1766) Specie con un areale riproduttivo europeo continuo e ampio nella parte scandinava e orientale del continente. Parte delle popolazioni sono residenti, migrano soprattutto quelle scandinave e orientali, che svernano nel […]

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Tordo Bottaccio

Turdus philomelos – Tordo Bottaccio Le popolazioni migratrici sono di passo da fine settembre a fine ottobre e in febbraio-marzo; in parte svernante. Tranne che durante la migrazione, conduce vita solitaria o in coppia La stagione riproduttiva inizia alla […]

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Colombaccio

Il Colombaccio (Columba Palumbus) è lungo dai 40 ai 42 cm e, perciò, sostanzialmente più grande del Piccione domestico. La sua apertura alare va dai 75 agli 80 cm. I sessi sono simili: la testa e la schiena sono […]

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Averla Piccola

Nome comune: AVERLA PICCOLA Specie: Lanius collurio La popolazione nidificante in Italia dovrebbe essere compresa 50.000 – 120.000, coppie, sebbene per il nostro paese si tratti solo di una stima approssimativa. In inverno migra nei quartieri di svernamento situati […]

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Oxygastra Curtisii

Famiglia: Cordulidi Specie: Oxygastra curtisi (Dale, 1834) E’ l’unica rappresentante europea del genere Odonati. Gli adulti si osservano dalla fine di maggio all’inizio di agosto presso le zone alberate prospicienti i corsi d’acqua od anche bacini artificiali. La specie […]

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Falco Pellegrino

Nome comune: FALCO PELLEGRINO Specie: Falco peregrinus Specie cosmopolita, il cui areale riproduttivo europeo interessa le isole britanniche, la Scandinavia del sud e del nord, l’intero bacino del Mediterraneo, la Francia e la Germania. In Italia l’ultima stima riporta […]

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Cinghiale

Sus scrofa (Cinghiale) – Gli esemplari adulti misurano fino a 180 cm di lunghezza, per un’altezza al garrese che può sfiorare il metro ed un peso massimo di un quintale circa. Sussistono tuttavia grandi variazioni di dimensioni e peso […]

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Quaglia

Coturnix coturnix – Quaglia E’ l’unico galliforme migratore, torna dalle zone di svernamento africane in maggio, la riproduzione avviene in maggio-luglio. La presenza nella ZPS di ampie porzioni di Macchia mediterranea incontaminata, favoriscono la sosta della specie durante il […]

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Vespertilio Murinoides

Vespertilio Murinoides – Specie centroasiatico-europea, diffusa nell’Europa meridionale, nelle parti più meridionali dell’Europa centrale, in parte dell’Asia centrale e, verso Est, fino alla catena himalayana, a parte della Mongolia e della Cina. Tutte le regioni italiane sono comprese in […]

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Ululone Appenninico

Ululone Appenninico: La prima ha i tubercoli più prominenti, la colorazione inferiore delle zampe posteriori gialla solo sulla coscia e sotto il piede, l’area pettorale gialla con macchie scure. Alcuni testi considerano Bombina pachypus come sottospecie (Bombina variegata pachypus). […]

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Rinolofo Maggiore

Rinolofo Maggiore (Rhinolophus ferrumequinum S.) – E’ il più grande Rinolofo europeo; si avvista sul sito durante le ore serali quando è impegnato nella ricerca del cibo, si distingue, oltre che dalle grandi dimensioni, anche per la forma della […]

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Vespertilio Maggiore

Vespertilio Maggiore – Pipistrello di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 67 e 84 mm, la lunghezza dell’avambraccio tra 55 e 67 mm, la lunghezza della coda tra 45 e 60 mm, la lunghezza delle orecchie tra […]

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Lucanus Tetraodon

Nome: Lucanus tetraodon – Coleottero Si tratta di un insetto di dimensioni medie con una lunghezza che varia dai 30 ai 48 mm. Ha una forma allungata, con un colore marrone scuro. Nei maschi le mandibole sono più sviluppate […]

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Coenagrion Mercuriale

DESCRIZIONE: Specie di piccola taglia (27-31mm) i cui maschi si riconoscono per il caratteristico disegno sul 2° segmento addominale che ricorda l’”elmo di Mercurio” ( da cui l’etimologia del nome scientifico), per la fascia nera posteriore dei segmenti addominali […]

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Rhinolophus

Nome: Rhinolophus – Le specie di chirotteri presenti sul sito sono due: il Rinolofo maggiore e il Rinolofo minore; questi animali sono protetti dal 1939 da quando, è stata riconosciuta la loro importanza nel contenimento degli insetti considerati “dannosi”. […]

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Rinolofo Minore

Rinolofo Minore (Rhinolophus hipposideros B.) – E’ il più piccolo dei Rinolofi europei; si distingue oltre che per le ridotte dimensioni anche per il colore della pelliccia che è marrone chiaro con la parte addominale grigio chiaro. I giovani […]

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Flora

Specie Vegetali

Lavandula Angustifolia

Le foglie profumano e sono persistenti, opposte, lineari o lineari-lanceolate, lunghe 1–3 cm, larghe pochi millimetri anzi si differenzia da altre specie proprio per la particolare strettezza delle foglie. All’ascella delle foglie sono inseriti ciuffi di foglie più piccole. I […]

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Centaurea Cineraria

Nome: Centaurea cineraria ‘Candidissima’ è una perenne, fogliame bianco-argenteo, per zone protette ama il terreno normale, ben drenato come esposizione preferisce Sole il fiore è porpora-rosato appartiene alla famiglia delle Asteraceae il suo periodo di fioritura è Giugno – […]

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Serapias Vomeracea

Nome: Serapias Vomeracea È una pianta erbacea geofita bulbosa, con due rizotuberi sotterranei globosi e fusti eretti, di color violaceo-vinoso e di altezza variabile dai 20 ai 60 cm. Le foglie sono lineari-lanceolate. L’infiorescenza, lassa e allungata, è composta da […]

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Iberide Florida

Nome: Iberide Florida Altezza fino a 30/40 cm. aspetto pianta con fusto legnoso a forma di  cuscino rotondo, foglie verdi spatolate e carnose fiori bianchi e profumati in racemi, con macchie color violetto al centro fioritura novembre/aprile. Pianta a […]

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Ontano Napoletano

Alnus Cordata – Ontano Napoletano – albero alto 10-15 m. Corteccia matura di colore grigiastro, rami giovani con corteccia bruna con patina biancastra. Foglie cuoriformi (cŏr = cuore) a margine dentellato, di sotto con peli giallastri. Fiori piccoli, numerosi, riuniti in […]

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Orchis Italica

Nome: Orchis Italica Come ricorda l’epiteto specifico, è una delle più diffuse orchidee selvatiche in Italia. Deve il nome comune alla forma del labello del fiore che sembra imitare il corpo di un uomo, compreso il sesso; ma questa […]

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Primula di Palinuro

Questa pianta fu descritta per la prima volta da Fabio Colonna già nel 1534 che però non le attribuì un nome; successivamente nel 1787 Vincenzo Petagna, diretto in Calabria fu costretto da una tempesta a fermarsi a Palinuro dove […]

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Orchis Papillonacea

Orchis Papillonacea – È una pianta erbacea alta 15–40 cm, con fusto cilindrico di colore verde, con macchie rossastre alla sommità. L’apparato radicale è caratterizzato da due rizotuberi tondeggianti. Le foglie basali, lineari-lanceolate, di colore verde glauco, sono riunite in […]

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Forapaglie Castagnolo

Acrocephalus melanopogon – Forapaglie Castagnolo Specie molto elusiva, è stata segnalata la presenza. In Campania è una specie migratrice con popolazioni svernanti solo in rare occasioni. E’ considerata “Vulnerabile” nella Lista Rossa italiana. Nella ZPS è specie migratrice e […]

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L’Elicriso

Nome: L’Elicriso Il nome deriva dal greco helios (sole) e chrysòs (oro) per il colore giallo lucente dei capolini. I capolini di queste piante hanno una parte delle squame involucrali secche e scariose (consistenza membranosa più o meno secca, […]

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Orchis Fragrans

Orchis Fragrans – È una pianta erbacea geofita bulbosa, con fusto alto da 10 a 40 cm, verde alla base, tendente al porpora verso l’apice. L’apparato radicale è costituito da due rizotuberi tondeggianti. Le foglie inferiori, glaucescenti, sono lineari-lanceolate, quelle […]

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Finocchiella di Lucania

Portenschlagiella ramosissima – Finocchiella di Lucania – È una specie erbacea eretta perenne, alquanto pubescente. Le foglie, in gruppi da 4 a 5, sono pennate, con lobi acuminati lineari-filiformi. L’ombrello è sub-globuloso, spesso in forma di voluta al culmine […]

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Campanula Napoletana

Nome: Campanula Fragilis – Campanula Napoletana – specie perenne, più o meno pelosa, alcuni esemplari palesano una accentuata pelosità biancastra (var. laniginosa Ten.), dimensioni 10-40 cm. Fusto cespuglioso, erbaceo, si spezza facilmente perciò fragile, pendente. Foglie basali lungamente picciolate, […]

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Garofano delle Rupi

Nome: Dhiantus Rupicola – Garofano delle Rupi – Questa pianta si può osservare lungo le pareti rocciose che cingono la spiaggia di Cala del Cefalo e sullo scoglio del Mingardo. Il nome rupicola deriva da “rupes” rupe, roccia e […]

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Habitat

Descrizione Habitat

Habitat 5330 “Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici ”: L’habitat comprende formazioni a macchia indifferenti alla natura del substrato, che raggiungono la maggior diffusione e lo sviluppo ottimale nella zona termo-mediterranea.
Si tratta di cenosi piuttosto discontinue la cui fisionomia è determinata sia da specie legnose (per esempio Euphorbia dendroides, Chamaerops humilis, Olea europaea, Genista sp.) che erbacee perenni (Ampelodesmos mautitanicus). 6210 – Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) Tipo di habitat che include formazioni erbacee, o parzialmente cespugliate, da secche a mesofile, comunque asciutte, diffuse dalle pendici collinari alla fascia montana, eccezionalmente fino a quasi 2000 m di quota. La permanenza di questi habitat è garantita da regolari falciature (o pascolamento ovicaprino non eccessivo) e da assenza di concimazioni. Si tratta di formazioni secondarie (solo in pendici rupestri e siti estremamente aridi si possono notare nuclei primari, corrispondenti a topografie in cui l’evoluzione del suolo è di fatto impedita) che subirebbero facilmente l’invasione delle specie arbustive del mantello e di quelle legnose del bosco. L’habitat diventa prioritario poiché rappresenta un importante sito per la presenza delle orchidee.

Habitat 6220* “Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea ”: A questo habitat si riferiscono formazioni erbacee, prevalentemente emicriptofitiche o terofitiche, molto diffuse su substrati di varia natura, spesso calcarei e ricchi di basi, talora soggetti ad erosione. Queste praterie xerofile e discontinue di piccola taglia a dominanza di graminacee, si presentano in genere a mosaico con altre formazioni erbacee di tipo differente o legnose. Tra le specie guida: Brachypodium retusum, Brachypodium pinnatum, Poa bulbosa, Tuberaria guttata, Lygeum spartium, Stipa capensis, Trachynia distachya. Sul sito tale vegetazione si insedia di frequente in corrispondenza di aree di erosione o comunque dove la continuità dei suoli è interrotta, tipicamente all’interno delle radure della vegetazione perenne, ad “Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici” riferibili all’Habitat 5330.

Habitat 8130 – Ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili: In questo tipo di habitat si comprendono le comunità vegetali pioniere, dei substrati calcarei e marnosi, che popolano le falde detritiche e gli scoscendimenti pietrosi della fascia collinare e montana, con possibili risalite in quota, nelle stazioni più secche e termofile. Specie tipiche Achnatherum calamagrostis, Epilobium dodonaei, Galeopsis angustifolia, Gymnocarpium robertianum, Vincetoxicum hirundinaria.

8210 – Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica: L’habitat include la vegetazione casmofitica delle fessure delle pareti rocciose calcaree e interessa diverse regioni biogeografiche, dalle zone planiziali fino alle quote più elevate. Sono riferite a questo tipo tutte le comunità dell’ordine Potentilletalia caulescentis, da quelle termofile a quelle sciafile, povere o ricche di specie. Specie vegetali tipiche Asplenium viride, Carex brachystachys, Cystopteris fragilis, Minuartia rupestris, Potentilla caulescens, Potentilla nitida, Valeriana elongata.
8310 8310 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico Si tratta di cavità naturali (che assumono forme diversificate quali grotte, pozzi, inghiottitoi, …), inclusi i sistemi idrologici e i complessi carsici (gallerie e fiumi sotterranei) cui danno normalmente accesso. La conservazione di questo habitat presuppone pertanto la tutela del sistema imbrifero nel suo complesso.
È quindi un habitat di tipo strettamente geomorfologico, limitato alla aree carsiche, caratterizzato da condizioni di scarsa illuminazione, forte umidità e tridimensionalità di rocce, ospitano specie altamente specializzate, rare, spesso strettamente endemiche, e che sono di primaria importanza nella conservazione di specie animali dell’ Allegato II quali pipistrelli e anfibi.
I vegetali fotosintetici si rinvengono solo all’imboccatura delle grotte e sono rappresentati da alcune piante vascolari, briofite e da alghe.

Habitat 9340 “Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia”: Foreste a dominanza di leccio in cui si associano spesso altre querce caducifoglie, aceri, orniello e carpino nero. Spesso sono relegate a versanti ripidi e rupestri su substrato carbonatico. Specie vegetali tipiche Quercus ilex, Ruscus aculeatus.

Descrizione Sentiero

Descrizione Sentiero

Cartografia

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Fauna - Monte Bulgheria

Galleria Fotografica

Flora - Monte Bulgheria

Galleria Fotografica

Habitat - Monte Bulgheria

Galleria Fotografica

 

Il monte Bulgheria è un monte situato nella parte meridionale del Cilento, nella provincia di Salerno, cui vetta più alta raggiunge i 1225 metri. La sua denominazione deriva dai coloni bulgari, che qui si stanziarono prima dell’anno 500. Dal monte prende il nome il Comune di Celle di Bulgheria, che sorge alle sue pendici, al lato est. Pur essendo lungo e pur toccando numerosi paesi del circondario, esso colpisce per la sua isolatezza, dato che non esistono altre montagne nelle immediate vicinanze. Questa particolare caratteristica si può ammirare da Bosco, che si trova ai suoi piedi. La flora è ricchissima: si trovano alberi di ontano e piante di castagno secolari, ginestre, asparagi, il pungitopo, la rosa canina, origano, lavanda e numerosi tipi d’orchidee selvatiche tra cui l’Orchis italica, Serapias vomeracea, Orchis Fragans e Orchis papillonacea.



 

Tra le specie animali che è possibile incontrare ci sono il Nibbio reale, il Succiacapre, il Falco Pellegrino, una coppia riproduttiva di falco pellegrino è infatti stanziale sul monte, come anche una piccola popolazione riproduttiva di averla piccola (Lanius collurio). Per quanto concerne i mammiferi è varia la presenza dei chirotteri che qui sono presenti con 5 specie diverse il rinolofo minore (Rhinolophus hipposideros), rinolofo maggiore (R. ferrumequinum), vespertilio maggiore (Myotis myotis), vespertilio di Blyth (Myotis blythii), miniottero di Schreiber (Miniopterus schreibersi). Non certa la presenza del gatto selvatico (Felis silvestris) malgrado l’ambiente sia senz’altro idoneo; sono invece comuni in tutto il SIC il cinghiale (Sus scropha) e la volpe (Vulpes vulpes). Ricca e abbondante l’erpetofauna. Per ciò che concerne i rettili sono presenti il biacco (Hierophis viridiflavus), il cervone (Elaphe quatuorlineata), il ramarro occidentale (Lacerta bilineata), la lucertola campestre (Podarcis sicula), la lucertola muraiola (P. muralis) e la luscengola comune (Chalcides chalcides). Per quanto riguarda gli invertebrati si segnalano le presenze di libellule Oxygastra curtisii e Coenagrion mercuriale (tutte specie di importanza comunitaria), ed il coleottero Lucanus tetrodon. Proseguendo la salita, si raggiunge il ricovero pastorale di Iazzo Montagna (826 metri). Oltrepassato il ricovero e, superato un angusto vallone, si arriva a una pendice più aperta da cui si staccano alcune tracce di sentiero che si spingono ripide verso la cresta che in breve conduce alla vetta(1225m). Sulle pendici del monte vi sono boschi ad Ontano napoletano, piante di castagno secolari, faggete, praterie aride mediterranee, sorprendenti sono le garighe a Lavandula angustifolia. Interessantissima anche la vegetazione autoctona delle rupi che annovera specie rupicole uniche, come la Primula Palinuro, simbolo del Parco, la Centaurea Cineraria, L’Elicriso, la Campanula Fragilis, il Garofanino delle rocce, l’Iberis florida. Tra le specie vegetali Portenschlagiella ramosissima finocchiella di Lucania , un rarissimo endemismo spiccatamente rupestre (casmofita), a distribuzione puntiforme, che vive in condizioni ecologiche ‘estreme’. Dalla cima si consiglia di tornare indietro per dirigersi ad una cima secondaria (q. 1219 m), estremamente panoramica sul Golfo di Policastro, da qui si apre una suggestiva veduta che spazia dal golfo di Policastro alla costa di Palinuro fino ai rilievi del Monte Sacro e del monte Cervati. La flora è ricchissima: si trovano ginestre, asparagi, il pungitopo, la rosa canina, origano, lavanda e numerosi tipi d’orchidee selvatiche tra cui l’Orchis italica, Serapias vomeracea, Orchis Fragans e Orchis papillonacea. Questo tratto di costa calcarea nasconde numerosissime grotte, molte delle quali hanno ospitato l’uomo preistorico durante il Paleolitico. Da questo punto di vista, il territorio del massiccio del Bulgheria è uno dei più importanti siti d’Europa. A Scario, piccolo centro di pescatori, la facoltà di Paleontologia dell’Università di Siena ha realizzato un piccolo museo che accoglie alcuni reperti ritrovati in queste grotte, anche in zona porto di Marina di Camerota vi è il museo virtuale del Paleolitico.




Fiume Mingardo

SIC Fiume Mingardo (IT8050013)

Il SIC Fiume Mingardo è collocato nella zona sud del Parco ed il suo territorio è compreso tra i 0 m s.l.m. ed i 1000 m s.l.m.. All’interno del sito risultano predominante gli habitat fluviali con vegetazione ripariale mediterranea e foreste di salici e pioppi, una vasta porzione occupata da arbusteti mediterranei e non mancano i boschi misti nel tratto medio alto (in particolare le faggete con tasso e agrifoglio). La sua qualità ed importanza sono legate alla presenza di questi habitat, nonché alla presenza di specie animali elencate nell’allegato II della Direttiva Habitat quali la lontra (Lutra lutra), diverse specie di chirotteri, anfibi e pesci. Il valore del sito è dato anche dalla presenza di uccelli nidificanti (pellegrino, martin pescatore e averla piccola) elencati nell’Allegato I della Direttiva Uccelli. Il fiume Mingardo fa da confine tra il territorio del Comune Camerota e di Centola-Palinuro ad ovest della sua foce si erge l’altura dove sorgeva l’antica città di Molpa e si incontra l’Arco Naturale, una falesia ad arco di natura calcarea, considerato uno dei monumenti naturali più famosi della Campania; a pochi metri dalla costa emerge dal mare lo Scoglio del Mingardo e sul lato est della foce si estende la duna d Cala del Cefalo.

Il Mingardo nasce col nome di fiume Faraone dal gruppo sorgivo Fistole del Faraone alle pendici del monte Raia del Pedale ” 1521m “, affluente è il torrente Fosso di Pruno, e il Serrapotamo. Congiungendosi con il torrente Trave, nei pressi di Rofrano il fiume Faraone assume definitivamente il nome di Mingardo. Il corso del fiume taglia letteralmente il Monte Bulgheria, un grande massiccio calcareo che si estende dalla costa sino alle diramazioni dei rilievi appenninici interni. L’unità morfo-strutturale del massiccio ha comportato lo sviluppo di fenomeni carsici, che lungo il corso del Mingardo hanno portato alla formazione di imponenti forre. Tra esse sono note:
• la Forra dell’Emmisi, gola scavata dal fiume alle porte di Rofrano;
• la Gola del Diavolo, profonda ed oscura forra su cui si affaccia il borgo medioevale di San Severino;
• la Gola della Tragara, detta anche Valle dell’Inferno, una larga gola a forma di V, profonda all’altezza di Celle di Bulgheria circa 700 metri, che prosegue sino quasi alla foce del fiume.



Fauna

Specie Faunistiche

Beccaccia

Scolopax rusticola – Beccaccia Nella ZPS è migratore regolare e in alcuni casi si sofferma nell’area anche per svernare. In Italia è comune come uccello di passo invernale, e solo raramente estivo. Di solito nidifica in primavera nei boschi […]

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La Coturnìce

Alectoris graeca – La coturnìce è lunga 35 cm, apertura alare di 50 – 55 cm, bluastra nella parte superiore e sul petto, bianca nella gola con una striscia nera nella fronte e sulla gola, le ali degli scambi […]

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La rovella

Nome: Rutilus Rubilio La rovella – Rutilus rubilio è un pesce d’acqua dolce, della famiglia dei ciprinidi. È una specie endemica dell’area dell’Arno e del Tevere. Si è diffusa in tutto il versante peninsulare tirrenico ed è stata introdotta […]

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Merlo

Turdus merula Merlo Il merlo ha due o tre covate all’anno, la prima delle quali avviene tra marzo e aprile con 4 – 6 uova. Il merlo è protetto in Italia, ed è vietata la detenzione e la vendita […]

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Gabbiano Reale Nordico

Gabbiano reale nordico (Larus argentatus) – E’ possibile che il Gabbiano reale nordico possa utilizzare per la sosta e, potenzialmente, per la nidificazione, le falesie rocciose presenti nel SIC, ma è specie molto rara e non sono disponibili dati […]

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La Tortora

Streptopelia turtur – La Tortora ha dimensioni medio-piccole, forme slanciate, becco relativamente breve con la base ricoperta di pelle (cera), tarsi corti, coda lunga e arrotondata. In entrambi i sessi il piumaggio e di colore bruno grigiastro con petto […]

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Lampreda di Ruscello

Nome: Lampetra planeri La lampreda di ruscello è una specie appartenente alla classe degli Agnati. Questa specie dimora stabilmente in acqua dolce, soprattutto corrente, ma anche in ambienti lacustri, fossati e ruscelli; sembra tuttavia prediligere quelli melmosi. È presente […]

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Ghiandaia Marina

Nome comune: GHIANDAIA MARINA Specie: Coracias garrulus (Linnaeus, 1758) La specie frequenta il SIC durante i periodi di migrazione (autunno e primavera) ed è ritenuta rara; data l’ubicazione del SIC all’interno dell’areale riproduttivo della specie e la presenza di […]

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Tordo Bottaccio

Turdus philomelos – Tordo Bottaccio Le popolazioni migratrici sono di passo da fine settembre a fine ottobre e in febbraio-marzo; in parte svernante. Tranne che durante la migrazione, conduce vita solitaria o in coppia La stagione riproduttiva inizia alla […]

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Averla Piccola

Nome comune: AVERLA PICCOLA Specie: Lanius collurio La popolazione nidificante in Italia dovrebbe essere compresa 50.000 – 120.000, coppie, sebbene per il nostro paese si tratti solo di una stima approssimativa. In inverno migra nei quartieri di svernamento situati […]

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Colombaccio

Il Colombaccio (Columba Palumbus) è lungo dai 40 ai 42 cm e, perciò, sostanzialmente più grande del Piccione domestico. La sua apertura alare va dai 75 agli 80 cm. I sessi sono simili: la testa e la schiena sono […]

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Il Barbo Italico

Nome: Barbus Plebejus Il barbo italico, o barbo padano (Barbus plebejus) è un pesce d’acqua dolce appartenente alla famiglia dei Ciprinidi, dell’ordine Cypriniformes. Diffuso nell’Italia settentrionale, è possibile trovarlo in quasi tutti i fiumi e torrenti, raramente nei laghi, […]

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Quaglia

Coturnix coturnix – Quaglia E’ l’unico galliforme migratore, torna dalle zone di svernamento africane in maggio, la riproduzione avviene in maggio-luglio. La presenza nella ZPS di ampie porzioni di Macchia mediterranea incontaminata, favoriscono la sosta della specie durante il […]

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Falco Pellegrino

Nome comune: FALCO PELLEGRINO Specie: Falco peregrinus Specie cosmopolita, il cui areale riproduttivo europeo interessa le isole britanniche, la Scandinavia del sud e del nord, l’intero bacino del Mediterraneo, la Francia e la Germania. In Italia l’ultima stima riporta […]

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Martin Pescatore

Nome comune: MARTIN PESCATORE Specie: La specie è presente nella ZPS, ed è stata avvista in abbondanza lungo il fiume Mingardo SIC IT 8050013 “Fiume Mingardo”; ove, lungo le rive sabbiose, sono presenti numerosi nidi. Nella Lista Rossa nazionale […]

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La Tordela

Da un punto di vista morfologico è quasi identica al tordo bottaccio, infatti tranne per il fatto che è di taglia molto più grande, e che il sottoala della tordela è bianco (color cannella nel tordo bottaccio), sono identici, […]

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Flora

Specie Vegetali

Ginestra del Cilento

Genista Cilentina – Ginestra del Cilento – È una pianta perenne a portamento arbustivo eretto, ramoso, a rami rigidi, striati, pelosi da giovani, subverticillati, ottusi. Le foglie, sono trifogliolate (le superiori, spesso, unifogliolate), lineari, pelose, ottuse. Fiorisce tra aprile […]

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Citiso delle Eolie

A differenza delle altre specie del genere Cytisus, di dimensioni appena arbustive, il C. aeolicus può raggiungere e superare 8-9 metri di altezza. Le foglie, trifogliate, sono rette da un picciolo lungo 12–18 mm e si presentano villose su […]

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La Canna Comune

La canna comune (Arundo donax L., 1753) o canna domestica è una pianta erbacea perenne e dal fusto lungo, cavo e robusto, che cresce in terreni anche relativamente poveri. La sua area di origine si estende dal bacino del […]

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Euforbia Arborea

Euphorbia dendroides – Euforbia Arborea – È diffusa nel bacino del Mediterraneo ad occidente fino alle coste della Spagna mediterranea e ad oriente fino all’Egeo; nel Nord Africa è presente in Algeria ed in Libia. È inoltre presente in Palestina e […]

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Salice Bianco

Il salice bianco (Salix alba, Linneo 1753), detto anche salice da pertiche è una pianta della famiglia delle Salicaceae. Albero alto fino a 25 m, dalla chioma aperta e i rami sottili, flessibili e tenaci, corteccia giallastra o grigio-rossastra. […]

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Bidention Tripartitae

Definizione e descrizione (declaratoria): Bidention Tripartitae – Comunità terofitiche delle sponde e dei letti di magra dei fiumi e delle depressioni umide periodicamente inondate su suoli limosi e argillosi, eutrofici. Ecologia Comunità vegetali pioniere che si sviluppano sulle rive […]

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Papavero Giallo

3250 Fiumi mediterranei a flusso permanente con Glaucium Flavum Papavero Giallo – Comunità erbacee pioniere su alvei ghiaiosi o ciottolosi poco consolidati di impronta submediterranea con formazioni del Glaucion flavi. Le stazioni si caratterizzano per l’alternanza di fasi di […]

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Taxus

Taxus (Tasso) è un genere della famiglia delle Taxaceae (Conifere), sottodivisione delle Conipherophitynam, che comprende specie di alberi e arbusti sempreverdi dai 5 ai 25 m, originarie dell’emisfero boreale. L’unica specie presente in Italia è Taxus baccata L., specie […]

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La Disa o Saracchio

La disa o saracchio (Ampelodesmos mauritanicus (Poir.) Dur. & Schinz) è una pianta perenne della famiglia delle Graminacee, che vive su terreni aridi e sabbiosi, spesso in associazioni pure (dette ampelodesmeti), tipiche rappresentanti della prateria mediterranea. È una pianta […]

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Ginestra Gasparrini

Genista Gasparrini – Ginestra Gasparrini – Cespuglio pulvinante alto 25-60 cm, simile a Genista demarcoi, si distingue per le brattee più lunghe (2,5-2,7 mm), il calice più breve (2,8-3,2 mm), con labbro inferiore più o meno uguale al superiore (mentre il […]

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Chenopodion Rubri

3270 – Fiumi con argini melmosi con vegetazione del Chenopodion Rubri p.p e Bidention p.p. Comunità vegetali che si sviluppano sulle rive fangose, periodicamente inondate e ricche di nitrati dei fiumi di pianura e della fascia submontana, caratterizzate da vegetazione […]

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Ginestra Efedroide

Genista ephedroides – Ginestra Efedroide – Ha un portamento di arbusto suffruticoso, dritto, molto ramoso; il fusto e i grossi rami sono cilindrici, glabri, striati e lunghi. I rami giovani sono rigidi, spinosi all’estremità, sprovvisti di strie, e coperti, come le […]

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Agrifoglio

Ilex – Agrifoglio – è un genere appartenente alle Aquifoliaceae, originario di Europa, Cina e America. Il genere comprende specie arboree ed arbustive, a fogliame sempreverde o deciduo, fiori poco appariscenti, i frutti sono bacche variamente colorate, che maturano d’inverno, […]

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Pioppo Bianco

Il pioppo bianco (Populus alba L., 1753), detto anche gattice o albera, è un albero a foglie caduche della famiglia delle Salicaceae. È alto fino a 30 metri (40), con un’ampia chioma arrotondata. Tra le numerose specie e varietà […]

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Coronilla Valentina

La Coronilla valentina è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Leguminose coltivata a scopo ornamentale per la bellezza dei suoi profumatissimi fiori. Caratteristiche: La Coronilla valentina è una pianta arbustiva, alta anche più di 2 metri, a portamento […]

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Ginestra Tirrenica

Genista tyrrhena – Ginestra Tirrenica – In Italia sono presenti 2 sottospecie di Genista tyrrhena Vals. tyrrhena: del Tirreno pontiana: da “Pontus” Ponto, il Mar Nero e le terre che lo circondano: pontico, del Ponto. o anche, nel caso della Genista, […]

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Olivo o Ulivo

L’olivo o ulivo (Olea europaea L., 1753) è una pianta da frutto. Originario del Vicino Oriente, è utilizzato fin dall’antichità per l’alimentazione. I suoi frutti, le olive, sono impiegate per l’estrazione dell’olio e, in misura minore, per l’impiego diretto […]

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Palma Nana

La palma nana (Chamaerops humilis L., 1753), comunemente nota anche come palma di San Pietro, è una pianta della famiglia delle Arecaceae, unica specie del genere Chamaerops. È una specie tipica della macchia mediterranea. Portamento: Si presenta come un […]

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Habitat

Descrizione Habitat

5330 Arbusteti termo-mediterranei e pre-desertici: Si tratta di cenosi piuttosto discontinue la cui fisionomia è determinata sia da specie legnose (Euphorbia dendroides, Chamaerops humilis, Olea europaea, Genista ephedroides, Genista tyrrhena, Genista cilentina, Genista gasparrini, Cytisus aeolicus, Coronilla valentina) che erbacee perenni (Ampelodesmos mautitanicus).
3250 Fiumi mediterranei a flusso permanente con Glaucium flavium: Comunità erbacee pioniere su alvei ghiaiosi o ciottolosi poco consolidati di impronta submediterranea con formazioni del Glaucion flavi. Le stazioni si caratterizzano per l’alternanza di fasi di inondazione e di aridità estiva marcata.

3270 Fiumi con argini melmosi con vegetazione del Chenopodium rubri p.p e Bidention p.p: Comunità vegetali che si sviluppano sulle rive fangose, periodicamente inondate e ricche di nitrati dei fiumi di pianura e della fascia submontana, caratterizzate da vegetazione annuale nitrofila pioniera delle alleanze Chenopodion rubri p.p. e Bidention p.p.. Il substrato è costituito da sabbie, limi o argille anche frammisti a uno scheletro ghiaioso. In primavera e fino all’inizio dell’estate questi ambienti, a lungo inondati, appaiono come rive melmose prive di vegetazione in quanto questa si sviluppa, se le condizioni sono favorevoli, nel periodo tardo estivo-autunnale. Tali siti sono soggetti nel corso degli anni a modifiche spaziali determinate dalle periodiche alluvioni.

9210 Faggete degli Appennini con Taxus e Ilex: Faggete termofile con tasso e con agrifoglio nello strato alto-arbustivo e arbustivo del piano bioclimatico supratemperato ed ingressioni nel mesotemperato superiore, sia su substrati calcarei sia silicei o marnosi distribuite lungo tutta la catena Appenninica e parte delle Alpi Marittime

92AO Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba: Vegetazione ripariale, caratterizzato dalla presenza di pioppi (Populus alba), salici (Salix alba); a stretto contatto con l’acqua, ma con radici ancora asciutte, si sviluppano canneti di canna domestica (Arundo donax), con altre specie lianose come il luppolo, il vilucchio e la vite selvatica.

Descrizione Sentiero

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Cartografia

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Fauna - Fiume Mingardo

Fauna - Fiume Mingardo

Flora - Fiume Mingardo

Flora - Fiume Mingardo

Habitat - Fiume Mingardo

Habitat - Fiume Mingardo

 



 

L’opera civile più spettacolare che attraversa la valle del Mingardo si trova all’altezza di San Severino: si tratta di un ponte ferroviario ad 8 arcate in mattoni rossi costruito nel 1929 dal regime fascista. Il ponte in muratura ha sostituito il vecchio pponte in travatura metallica a tre luci, costruito nel 1895 per l’apertura della linea ferroviaria Pisciotta–Castrocucco. Il ponte è un’opera di alta ingegneria, realizzata incassando la struttura nella parte più stretta del fiume Mingardo. La sua particolare collacazione gli permise di evitare anche i bombardamenti da parte degli aerei alleati, che più volte tentarono di distruggerlo prima dell’Armistizio. Il ponte è stato in esercizio fino al 1965, momento in cui vi è stata la dismissione della linea a un binario, con la realizzazione della nuova tratta che ha dirottato il traffico ferroviario sulla nuova struttura in cemento armato. Recentemente il ponte è stato dotato di una idonea illuminazione, che la sera crea suggestivi giochi di luci ed ombre tra le arcate. Attualmente il ponte viene utilizzato per iniziative nell’ambito della manifestazione giornata nazionale delle ferrovie dimenticate.




Parco Marino di Punta degli Infreschi

SIC/ZPS Parco Marino di Punta degli Infreschi (IT8050037)

Parco Marino di Punta degli Infreschi – Il SIC/ZPS tutela il tratto mare compreso tra la Torre dei Caprioli, a nord di Palinuro, e Punta Spinosa, posta lungo la costa poco prima di Scario e si estende per 4.914 ettari protendendosi al largo fino alla batimetrica dei 50 metri. All’interno della ZPS è parzialmente compresa l’Area Marina Protetta denominata “Costa degli Infreschi e della Masseta”, istituita nell’ottobre del 2009. Confina con la ZPS “Costa tra Marina di Camerota e Policastro Bussentino” (IT8050047) e “Rupi costiere della Costa degli Infreschi e della Masseta” (cod. IT8055040). I fondali sono sabbiosi, in alcuni casi anche fangosi e rocciosi.
Le comunità ittiche sono quelle tipiche degli ambienti marini costieri del Tirreno. Da segnalare le presenze di specie di un certo interesse naturalistico, quali la lampreda marina (Petromyzon marinus), riportata in allegato II della Direttiva CEE 92/43, e alcune specie di cernie come la cernia bianca (Epinephelus aeneus), la cernia dorata (E.alexandrinus) e la cernia nera (E.caninus). Da prendere in considerazione il fatto che con molta probabilità la foca monaca (Monachus monachus) abbia frequentato fino alle metà del XX secolo le spiaggette e le grotte presenti lungo la costa. Oltre ad essere stato segnalato per la presenza della Posidonia oceanica, il sito è stato incluso nella Rete Natura 2000 per la sua posizione geografica, per le numerose grotte marine presenti, per la biodiversità rappresentata e per il suo discreto stato di conservazione. Quest’area è inoltre localizzata sulle rotte migratorie di numerosi uccelli.



Fauna

Specie Faunistiche

Martin Pescatore

Nome comune: MARTIN PESCATORE Specie: La specie è presente nella ZPS, ed è stata avvista in abbondanza lungo il fiume Mingardo SIC IT 8050013 “Fiume Mingardo”; ove, lungo le rive sabbiose, sono presenti numerosi nidi. Nella Lista Rossa nazionale […]

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Beccapesci

Nome comune: BECCAPESCI Specie: Specie costiera e marina, frequenta le coste della ZPS sia in inverno che in periodo migratorio. E’ considerata “Vulnerabile” nella Lista Rossa italiana. Non ci sono particolari indicazioni da fornire per la sua conservazione, perché […]

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Berta Maggiore

Nome comune: BERTA MAGGIORE Specie: Specie prettamente pelagica viene osservata regolarmente al largo delle coste della ZPS, e del PNCVD, più in generale, soprattutto nella stagione invernale impegnata in movimenti erratici di natura trofica. La specie nidifica su pareti […]

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Fraticello

A195 Sterna albifrons – Nome comune: FRATICELLO Specie a corologia cosmopolita, il cui areale riproduttivo europeo è abbastanza diffuso, nidificando, infatti, lungo i corsi di molti fiumi continentali, nonché lungo le coste mediterranee e settentrionali. In Italia nidificano 2000 […]

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Gabbiano Roseo

Gabbiano Roseo – Frequenta l’area soltanto occasionalmente, probabilmente attratto dalle capacità trofiche del mare antistante la spiaggia di Cala del Cefalo e, soprattutto in inverno quando il carico antropico è praticamente nullo. Ha dimensioni medio grandi e struttura simile […]

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Gabbiano Corso

Gabbiano Corso – Larus Audounii – La specie è migratrice regolare, svernante e nidificante nella ZPS, che ospita una delle colonie nidificanti più importanti della Campania. La IUCN classifica il gabbiano corso come specie “In pericolo” Specie endemica del Mediterraneo, […]

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La lampreda

Petromyzon marinus – La lampreda di mare è una specie appartenente alla classe degli Agnati, predatore parassita di altri pesci. Questa specie dimora presso i litorali marini e risale lungo i fiumi nel periodo della riproduzione (tipico esempio di […]

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Tursiope

Specie: Tursiops truncatus – Nome comune: TURSIOPE E’ il delfinide più frequentemente avvistato sotto costa. E’ specie adattabile ad habitat differenti e può vivere in acque costiere, a volte negli estuari, ma frequenta anche le acque pelagiche. E’ specie […]

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Sterna Zampenere

A189 Gelochelidon nilotica – Nome comune: STERNA ZAMPENERE Specie a corologia subcosmopolita, il cui areale riproduttivo europeo consiste in una serie di colonie localizzate in zone umide spagnole, italiane, greche, turche e della costa del Mar Nero. In inverno […]

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Mignattino Comune

A197 Chlidonias niger – Nome comune: MIGNATTINO COMUNE In Italia, nidificano 120 coppie, le colonie riproduttive sono localizzate soprattutto nelle risaie del vercellese. E’ considerata “In pericolo in modo critico” nella Lista Rossa italiana per la tendenza alla riduzione […]

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Flora

Specie Vegetali

Praterie di Posidonia

Posidonion oceanicae – Praterie di Posidonia – Le praterie di Posidonia oceanica (Linnaeus) Delile sono caratteristiche del piano infralitorale del Mediterraneo (profondità da poche dozzine di centimetri a 30-40 m) su substrati duri o mobili, queste praterie costituiscono una delle principali […]

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Habitat

Descrizione Habitat

Praterie di Posidonia

Posidonion oceanicae – Praterie di Posidonia – Le praterie di Posidonia oceanica (Linnaeus) Delile sono caratteristiche del piano infralitorale del Mediterraneo (profondità da poche dozzine di centimetri a 30-40 m) su substrati duri o mobili, queste praterie costituiscono una delle principali […]

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Cod. 1120 Praterie di posidonie (Posidonion oceanicae) Le praterie marine a Posidonia costituiscono uno degli habitat più importanti del Mediterraneo, e assumono un ruolo fondamentale nell’ecosistema marino per quanto riguarda la produzione primaria, l’equilibrio della dinamica di sedimentazione costiera e soprattutto per la biodiversità: Le praterie di Posidonia oceanica presenti nel sito svolgono infatti un insostituibile ruolo di nursery per gli stadi larvali e/o subadulti di pesci, crostacei, gasteropodi e altri invertebrati marini, oltre ad ospitare un alto numero di epifite fogliari. Esse rappresentano un ottimo indicatore della qualità dellʹambiente marino nel suo complesso. Le cause più comuni della riduzione dei posidonieti sono le seguenti:
• la costruzione di porti e dighe con conseguente alterazione delle correnti litoranee, dei ritmi e degli
• apporti sedimentari;
• le discariche e in generale l’intorbidimento delle acque;
• la pesca a strascico illegale;
• l’ancoraggio dei natanti con conseguenti localizzati fenomeni di disturbo del fondo, innescati dalla posa di ancore che vi creano buchi; fenomeno che si accentua per la deriva dei natanti ormeggiati, che determina l’aratura del fondo.
• eccesso di frequentazione legato alla balneazione.
In base a quanto riportato dal Formulario Standard Natura 2000, e alle informazioni disponibili raccolte per la stesura del PdG, nel territorio del sito questo habitat è presente con un grado di copertura di circa il 60%, con una rappresentatività eccellente, una superficie relativa compresa tra lo 0% e il 2% della popolazione nazionale e un buon grado di conservazione. Ne deriva una valutazione globale di valore buono.
Cod. 1170 Scogliere: Si tratta di substrati duri e compatti su fondi solidi e morbidi, che emergono dal fondo marino nella zona sublitoranea e litoranea. In base a quanto riportato dal Formulario Standard Natura 2000, e alle informazioni disponibili raccolte per la stesura del PdG, nel territorio del sito questo habitat è presente con un grado di copertura di circa il 40%, con una rappresentatività eccellente, una superficie relativa compresa tra lo 0% e il 2% della popolazione nazionale e un buon grado di conservazione.

Cod. 8330 Grotte Marine Sommerse o Semisommerse: Grotte situate sotto il livello del mare e aperte al mare almeno durante l’alta marea. Vi sono comprese le grotte parzialmente sommerse. I fondali e le pareti di queste grotte ospitano comunità di invertebrati marini e di alghe In base a quanto riportato dal Formulario Standard Natura 2000, e alle informazioni disponibili raccolte per la stesura del PdG, nel territorio del sito questo habitat è presente con un grado di copertura di circa l’1%, con una rappresentatività eccellente, una superficie relativa compresa tra lo 0% e il 2% della popolazione nazionale e un grado di conservazione eccellente. Si riportano, per le specie inserite nella Lista Rossa Italiana, la categoria di appartenenza in funzione del livello di estinzione allo stato selvatico.

 

Descrizione Sentiero

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 Azioni di Tutela

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Fauna - Parco Marino di Punta degli Infreschi

Parco Marino di Punta degli Infreschi

Flora Parco Marino di Punta degli Infreschi

Parco Marino di Punta degli Infreschi

Habitat Parco Marino di Punta degli Infreschi

Parco Marino di Punta degli Infreschi



Possibili minacce all’habitat La posidonia oceanica è molto sensibile agli apporti di acque dolci, all’inquinamento, all’ancoraggio di natanti, alla posa di cavi sottomarini, all’invasione di specie aliene (caulerpa racemosa) e all’alterazione del regime sedimentario. Per questo essa rappresenta un ottimo indicatore della qualità dell’ambiente marino nel suo complesso. Tra i molluschi, abituale e quasi esclusivo delle praterie di posidonia oceanica è la pinna nobilis, il bivalve più grande del mediterraneo, anch’essa specie protetta a livello comunitario e fortemente minacciato dalla pesca dei collezionisti e dall’inquinamento. Azioni di tutela intraprese Attraverso il Progetto LIFE “Cilento in Rete” il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ha intrapreso azioni di tutela e salvaguardia delle praterie di posidonia. Nello specifico attraverso l’AZIONE C11 – installazione di boe per la tutela dell’habitat praterie di posidonia nel Parco Marino di Punta Infreschi, ha realizzato dei campi boe per la tutela dell’habitat praterie di posidonia, al fine di evitare l’attracco dei natanti a mezzo ancora, che trascinando sul fondo, sono causa di sradicamento delle praterie.